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Pescare in Islanda: i fiumi Fossá e Sandá

È sabato ed è già il 7 settembre. Io e i miei colleghi Garðar e Óli siamo ansiosi di chiudere in bellezza la stagione 2013 pescando insieme sui fiumi Fossá e Sandá.
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H²O magazine…pescare viaggiando.

I fiumi Fossá e Sandá confluiscono nel tratto superiore del Þjórsá, che con i suoi circa 230 chilometri è il fiume più lungo dell’Islanda. La sua vasta portata d’acqua fornisce l’energia ad alcuni impianti idroelettrici siti all’estremità superiore del fiume. Sebbene abbiamo lungamente preparato questo viaggio e prenotato le licenze per tutte e quattro le canne permesse, le cose sono cambiate. Garðar ha un matrimonio il sabato, quindi conta di raggiungerci la domenica mattina.

Io e Óli guideremo da Reykjavik a Selfoss per incontrarci in un negozio di pesca a mosca del luogo, Veiðisport, il cui slogan è: “Là dove comincia il viaggio di pesca”, per cui ci sembrava opportuno incontrarci lì. Il proprietario del negozio e sua moglie ci danno il benvenuto e alcuni buoni consigli, e Óli può aggiungere alcune promettenti mosche al suo arsenale. Procediamo poi verso la valle del Þjórsá, fermandoci strada facendo per scattare alcune foto al Monte Hekla, il famoso vulcano.

Pescare in Islanda

Cominciamo a pescare alle quattro del pomeriggio e possiamo scegliere se pescare alla cascata di Hjálp o a Hjálparfoss. Óli comincia sul lato settentrionale e in breve tempo cattura un salmone da 60 cm su una Black Snælda. Io sono troppo impegnato a scattare foto per pescare seriamente, così lui intanto prende un altro salmone da 65 cm.

Il tratto inferiore del fiume è inesplorato, così decidiamo che Óli prenderà il fuoristrada e guiderà fino al punto in cui il Fossá incontra le acque glaciali provenienti dalla centrale di Búrfell. Io mi incammino lungo il fiume fino al punto di confluenza con l’altro fiume. Durante il percorso lancio la mia mosca in tutti i punti in cui ci sono presumibilmente dei pesci, ma non ho fortuna. In serata grigliamo un pasto gustoso sul barbecue e facciamo una bella dormita fino al mattino seguente, quando ci svegliamo per salutare Garðar, che ci raggiunge per l’ora della colazione.

La cascata di Hjálp

Ricominciamo alla cascata di Hjálp, Garðar sul lato settentrionale e Óli su quello meridionale, mentre io dapprima li sto a guardare: sotto alla cascata sono consentite solo due canne. Garðar prende due salmoni sul lato settentrionale, rispettivamente con uno Skröggur e una Black Snælda. Dopo pranzo decidiamo di esplorare la parte inferiore del Sandá e il tratto dove confluisce nel Þjórsá, e prima di salire al Fossá io e Garðar proviamo sulla confluenza del Sandá con lo Hvammsá, ma troviamo che quello spot non sia promettente.

La Pool Rossa del Sandá

Ora il sole sta iniziando a calare, così decidiamo di muoverci verso la pool del Sandá e finiamo dove io mi ero fermato precedentemente quello stesso giorno. Comincio con la mosca Skröggur. Senza esitare, il salmone afferra saldamente la mosca. Dopo una breve lotta, io rilascio nel fiume un salmone lungo 60 cm. Sta iniziando a rosseggiare su tutto il paesaggio nell’ora del tramonto. Quando mi tolgo il mio berretto rosso e dico addio al salmone, i miei colleghi propongono che la pool venga chiamata in futuro Rauðhylur (Pool Rossa). Io trovo il nome appropriato e decidiamo di adottare quel nome in futuro.

Il tratto superiore del Fossá

Dopo una bella nottata di sonno io e Garðar cominciamo a esplorare il tratto superiore del Fossá, e anche il Rauðá che sfocia nel Fossá.  La carreggiata non è in buone condizioni, per fortuna viaggiamo su una 4×4. Il mio lato positivo mi spinge a tornare indietro, così decido di cominciare a pescare lì e poi pesco strada facendo mentre scendo verso Hjálparfoss. Mezzogiorno è ormai vicino e il nostro tempo è terminato. Non abbiamo ancora provato a pescare sui tratti superiori del Sandá. Ora c’è molta acqua nel Sandá per la stagione estiva delle piogge e io suppongo che un buon numero di salmoni possano essersi avventurati nel fiume in cerca di buoni terreni di frega.

C’è un tratto promettente del fiume che io penso valga la pena di esplorare. Camminiamo lungo il sentiero nella foresta ed esploriamo il fiume nelle due direzioni. Ad un certo punto mi accorgo di aver lasciato in bella vista le mie canne sul sedile della macchina, quindi decido di tornare indietro per metterle nel baule, quando ritorno Garðar ha fatto il colpaccio: sulla sua canna c’è un bellissimo salmone di 62 cm  e di 2,13 kg di peso!

Islanda. La salvaguardia della pesca

Il catch and release può essere un argomento di discussione. In questa parte di bacino idrografico abbiamo bisogno che più pesci depongano le uova per aumentare la risalita di salmoni, trote di mare e salmerini. I terreni di coltura sono buoni e fertili e offrono un buon riparo per i pesciolini. Le tre centrali elettriche proposte nel tratto inferiore del Þjórsá sono state messe in stand-by per il momento, tuttavia potrebbero rappresentare un serio pericolo per l’habitat dei salmonidi se un giorno venissero davvero costruite.

Salmoni in Islanda

I pesci anadromi sono in grado di nuotare controcorrente, ma la vita dei giovani salmoni può essere messa più a repentaglio dalle turbine delle tre centrali elettriche se le attraversano mentre si dirigono verso l’oceano. Un passaggio in superficie verrà senz’altro installato su ogni diga per far sì che i giovani salmoni vadano verso l’oceano col minor danno possibile. I salmoni si nutrono nell’oceano per uno o due anni prima di tornare, per riprodursi, ai terreni in cui si sono nutriti nella loro gioventù.

Attualmente solo una centrale è stata consegnata alla progettazione, ma è secondo me quella più pericolosa per il paesaggio e per il futuro della pesca al salmone sul Þjórsá e sui suoi affluenti. D’altro canto, costruire la centrale più a valle significherebbe che, catturando i salmoni in reti, si impedirebbe a buona parte di loro di procedere liberamente verso i tratti superiori del fiume, guadagnandosi nuovi territori e habitat.

Dettagli tecnici sulla pesca

La pesca si suddivide in due periodi da sei ore durante il giorno. Si comincia alle sette del mattino fino all’una del pomeriggio, e poi ancora dalle quattro del pomeriggio fino alle dieci di sera. La pesca si pratica in due sezioni o tratti del fiume, una per la pesca alle trote e l’altra per la pesca al salmone.

Pesca al salmone in Islanda

La pesca al salmone si pratica nel tratto superiore del fiume Sandá e da Hjálparfoss sul Fossá fino al punto in cui questo confluisce nel fiume Þjórsá. Si comincia il 20 luglio e si prosegue fino al 30 settembre. Sono consentite due canne e si pesca solo a mosca praticando il catch and release.

Pesca alla trota in Islanda

Il tratto superiore del fiume Fossá (al di sopra della cascata Hjálparfoss) offre pesca alla trota fino a Háifoss. Anche a Rauðá si pescano le trote. Le specie sono le trote fario (Salmo trutta) e i salmerini (Salvelinus alpinus) del luogo. La stagione comincia il 1 maggio e dura fino al 30 settembre. Sono consentite due canne e si pesca solo a mosca praticando il catch and release.

Ai pescatori di trote è permesso provare a prendere trote di mare a Fossá, sotto la cascata Hjálparfoss, fino al 10 luglio. La trota di mare comincia a risalire nella parte sud-occidentale dell’Islanda in luglio, ma di solito non prima della fine del mese.

Arni Arnason

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