H2O Magazine

Pescare l'Alligator Gar

Cominciai a pianificare la mia spedizione in cerca dell’Alligator Gar (Atractosteus spatula) parecchi anni fa, quando incontrai un fotografo del Nord America che mi raccontò di questo predatore gigante.
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H²O magazine…pescare viaggiando.

Alligator Gar

L’Alligator Gar è un potente predatore con il corpo enorme e la testa di una lucertola dentata. Da quando ne venni a conoscenza iniziai a cercare con fervore qualunque tipo di materiale, fotografie e contatti che mi avrebbero portato alla cattura del “pesce alligatore”. Devo dire che la fortuna era di nuovo con me, cosicché venni in contatto con il più grande professionista del settore, Kirk Kirkland.  Kirk è uno dei pescatori più acclamati del Texas ed è impegnato attivamente nella pesca all’Alligator Gar dal 1991.

Lavora frequentemente come guida, per spettacoli televisivi americani sulla pesca ed è consulente di molte aziende americane. Per quanto mi riguarda, posso dire di aver incontrato molte guide in tutto il mondo, ma solo poche hanno un simile tatto e sono così appassionate di pesca come Kirk. Abbiamo corrisposto per e-mail per quasi due anni prima che io volassi là. In quel tempo diventammo amici nonostante il fatto che non ci eravamo mai incontrati di persona. Penso che questo sia ciò che rende il mondo dei pescatori così bello. Visto che doveva essere girato un documentario su questa spedizione, non volevamo lasciare niente al caso. La data finale venne stabilita per la fine di maggio.

Il viaggio alla ricerca dell’Alligator Gar

Il tempo è stato un po’ burrascoso quest’anno, e io e il mio amico Jirka ci stiamo imbarcando sull’aereo fronteggiando previsioni molto impietose. Secondo le ultime notizie andremo incontro a piogge torrenziali e alluvioni. La Houston nordamericana ci saluta con un cielo scuro e nubi che arrivano quasi fino al terreno. Il nostro umore è subito nero. Siamo distolti dal guardare le nubi dal rombo del motore di un carro gigante, dal quale scende un ragazzo enorme che ci corre incontro con voce tuonante. Per un attimo penso che si tratti dell’attacco di un orso grigio, ma fortunatamente è il nostro amico Kirk.

Lui è tre volte le dimensioni di un uomo normale e una persona divertente con un cuore d’oro. Ci dirigiamo verso il Lago Livingston. Durante il tragitto siamo informati della situazione, che davvero non appare molto buona. Piove da un po’ e si suppone che continui a piovere, e non poco! Sfortunatamente tutto il nostro piano va in frantumi e il fiume Trinity, destinazione principale di questa spedizione, non è attualmente pescabile. Il fiume è incredibilmente al di sopra del suo livello normale. Il nostro successo di pesca è nelle nuvole e noi decidiamo che nei giorni seguenti proveremo a pescare nei laghi Livingston e Sam Rayburn.

La pesca dell’Alligator Gar

Mentre prepariamo l’attrezzatura Kirk mi dice tutto sulla pesca di questo pesce affascinante. Lungo il tragitto ci avverte che possiamo vedere centinaia di pesci nelle immediate vicinanze della nostra barca senza che nessuno abbocchi. L’inizio è esaltante; dozzine, forse centinaia di Alligator Gar di varie dimensioni vengono in superficie. Qualcuno è quasi in prossimità della nostra barca, anche vicino alla nostra esca, ma senza un cenno di interesse. Noi soffriamo per altri quattro giorni senza che abbocchi un solo pesce.

Ciò che trovo molto affascinanate è quanto siamo isolati. In un’intera giornata vediamo solo alcune velocissime barche in legno di tiglio americano, ma nessuna barca dedita alla pesca all’Alligator Gar. Sorprendentemente questo pesce è uno dei più disdegnati del continente. Solo pochi pescatori vi si dedicano e molto più popolare è cacciare i pesci con arco e frecce. I pesci vengono colpiti dalle veloci barche e poi vengono trainati sulla riva o a bordo della barca. L’Alligator Gar è una preda relativamente facile. Tutto quello che occorre fare è attendere che il pesce venga in superficie e tenere l’arco pronto a colpire.

Le teste dei pesci che vengono uccisi in questo modo sono poi tranciate per farne trofei e il resto del corpo viene rigettato nel fiume o sulla riva. Purtroppo questo “sport” è diffuso in America e in certe aree questa specie è seriamente in pericolo.  Passiamo il resto della giornata a guardare invano i pesci e ad ascoltare attentamente l’esperienza di Kirk. Apprendiamo che l’Alligator Gar è un pesce che cresce in maniera estremamente rapida e può raggiungere, incredibilmente, i dieci chili nel suo primo anno di vita. Vive fino a 75 anni e il suo peso massimo può essere superiore ai 200 chili, con più di tre metri di lunghezza. Kirk stesso prese un mostro da 365 libbre nel 1991.

La pesca sul fiume Trinity

Per il resto del nostro soggiorno rinunciamo alla battaglia sul lago e partiamo per esplorare il bacino del fiume Trinity. Stiamo scendendo lungo il fiume, tenendo osservata la sua superficie, e dopo esserci lasciati trasportare dalla corrente lungo il fiume per parecchi minuti, giungiamo alla fine alla lieve ansa che avevamo osservato da lontano, dove sulla superficie di quel punto poco profondo appare un pesce dopo l’altro. Kirk spiega pacatamente che questo è l’aspetto di un tipico punto di un fiume in cui si trovano Alligator Gar. Una riva poco profonda, allungata, meglio se sabbiosa, con una leggera corrente che si muove lentamente verso l’altro lato, veloce e profondo, del corso d’acqua.

Dopo pochi minuti di pesca la canna si piega leggermente e una tirata costante comincia a dipanare i 70 chili di lenza dal mulinello. Kirk, con la sua esperienza, è già dietro al pesce. Sembra che questo non sia affatto disturbato dal motore anche se, a tratti, la nostra barca gli è esattamente sopra. Dopo meno di un chilometro il pesce carnivoro finalmente si ferma. Il galleggiante viene mosso avanti e indietro dalla corrente, ma evidentemente non sta andando da nessuna parte. Improvvisamente guizza fuori come una freccia, tornando a dirigersi verso il punto da dove era partito venti minuti fa. La lenza immediatamente fende l’acqua, la superficie esplode ed emerge il corpo maestoso del gigantesco pesce.

Cattura di un Alligator Gar

A questo punto io non sono in grado di valutarne le dimensioni, ma, vista la reazione eccitata di Kirk, devono essere di certo considerevoli. Solo ora comprendo perché questo pesce viene chiamato alligatore. I suoi denti affilati mordono il fianco della barca, mostrandoci chiaramente cosa accadrebbe se le nostre gambe si avvicinassero troppo alle fauci del pesce. Kirk afferma che l’Alligator Gar solitamente non devia il suo percorso per attaccare le persone, ma le sue gambe e le braccia piene di lunghe cicatrici, non mi convincono del tutto.

Un momento dopo Kirk mette una fune sulla testa del pesce come un cowboy texano. Entrambi tiriamo la fune e con tutta la nostra forza trasciniamo il mostro in barca. Sono subito felice di avere la mia attrezzatura fotografica con me in una cassetta, quando l’Alligator Gar va su tutte le furie e in un lampo sembra che un tornando abbia attraversato la barca. La cassetta da dieci chili con la macchina fotografica viene spazzata fuori dalla barca dalla sua coda, Kirk è nascosto dal motore e Jirka ed io siamo pronti  a saltare fuori dalla barca. Devo ammettere che nessun’altra creatura ha destato in me tanto rispetto quanto l’Alligator. Gar

Il mio primo pesce è lungo 216 centimetri e pesa 90 chili – una preda che persino la nostra guida vede solo alcune volte in un anno. Una grande ricompensa dopo tante brutte giornate. Ciascuno dei giorni seguenti è un successo e noi prendiamo regolarmente esemplari che pesano tra i 50 e gli 85 chili. Siamo tutti indicibilmente felici, perché le nostre aspettative sono state esaudite e, malgrado le cattive condizioni, abbiamo fatto un’esperienza senza eguali e preso molti bei pesci.

I piccoli dell’Alligator Gar

Durante il nostro soggiorno sul fiume Trinity, abbiamo avuto l’occasione di osservare qualcosa che secondo Kirk non succedeva dal 1983. Ovunque ci fermassimo a riva, c’era un numero incredibile di pesci piccoli, che non davano nell’occhio, lunghi un pollice, che assomigliavano molto all’Alligator Gar.  Kirk ne prese in mano uno e io credo che quello sia stato per lui la preda più preziosa di tutte. Si leggeva una gioia estrema sul suo volto, perché lui poteva essere certo che ci sarebbero state nuove generazioni di questo pesce preistorico. Durante i nostri ultimi giorni il livello dell’acqua cominciò ad abbassarsi. Spariva letteralmente davanti ai nostri occhi e noi abbiamo avuto la possibilità di vedere il fiume come dovrebbe essere. Non era più un ampio corso d’acqua simile al Po in Italia, bensì uno stretto e calmo fiumiciattolo con argini naturali sabbiosi e onnipresenti Alligatort Gar che aspettavano noi, solo noi.

Jakub Vagner

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