H2O Magazine

La pesca del Golden Dorado in Argentina

Mi sono sempre chiesto quanto sia divertente  la pesca del Golden Dorado ma  non avrei mai pensato che fosse così entusiasmante. ll viaggio dall’ Europa dura circa 13 ore fino a Buenos Aires.
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H²O magazine…pescare viaggiando.

La pesca del Golden Dorado

Da Buenos Aires si puó prendere l’aereo della mattina per Corrientes, oppure partire alla sera con il Fletchabus per arrivare alla mattina successiva a Mercedes, a 30 minuti di macchina dal Pira Lodge. L’organizzazione e coordinazione dei trasferimenti viene curata nei minimi dettagli dall’agenzia Prana Turismo. Al mio arrivo al Lodge sono stato accolto da Noel, manager del lodge. Un caloroso benvenuto e un welcome drink molto rinfrescante  mi hanno risvegliato dopo il lungo viaggio. Alla domanda se volevo mangiare qualcosa oppure riposare, risposi che preferivo andare subito a pesca.  Mi rispose che a causa della temperatura elevata era consigliabile aspettare ancora qualche ora e fare la prima battuta di pesca intorno alle cinque del pomeriggio. Decisi quindi di rinfrescarmi e andare a pranzo.

L’arrivo al lodge

Antipasto a base di diversi tipi di pane fatto in casa abbinato a una crema di formaggio e aglio particolarmente delicata e a diversi tipi di formaggio accompagnato da un aperitivo. Appena entrato nella bellissima sala da pranzo incontrai Dave. Si presentò come se mi stesse aspettando e facemmo subito amicizia. Come normalmente succede il tema principe della nostra conversazione fu la pesca.  Fummo interrotti dalla giovane Metre che ci chiese cosa volevamo mangiare. Il menù giornaliero  era composto da diversi piatti  succulenti. Decisi per una steak di manzo;  era arrivato finalmente il momento di assaggiare la famosa carne argentina. Il piatto fu servito con un contorno di gnocchetti di patate fatti a mano ed un sughetto delizioso perfettamente abbinato alla carne, il tutto accompagnato da un vino rosso argentino.

Decisi di ingannare il tempo rimanente provando il mio bel lettone morbido. Uscendo dalla sala da pranzo attraversai un giardino incantevole per recarmi nella depandance, accompagnato dal canto di molti uccelli. Non mi ero ancora accorto dell’ambiente circostante. Nella depandance il ventilatore sul soffitto creava la giusta  brezza rinfrescante. Credo di essermi addormentato dopo qualche istante.

I preparativi per la pesca

Al mio risveglio preparai canna e mulinello. Una basta e avanza dato che nel lodge ci sono canne e mulinelli in abbondanza. Coda 8 galleggiante è quella che mi sento di consigliare.  Una volta consultatomi con la guida di pesca per l’attrezzatura siamo partiti dal molo con una barca molto veloce, e rapidamente abbiamo attraversato un canale della laguna Marschall. Durante il breve tragitto chiesi alla guida di fermarsi per fare delle foto agli animali presenti su tutto il percorso, poi finalmente vidi il fiume.

Il primo dorado

Ci fermammo sulla riva sinistra e iniziai a pescare, ma il mio metodo non piaceva alla guida e mi spiegò in inglese come pescare. Scambiammo qualche frase sulla giusta tattica tattica e sulle abitudini del pesce ed avanzammo un po’ in acqua.  La siccità non favorisce la pesca, ma il primo dorado mi strappò la coda di mano. Non si trattava di un grande esemplare ma era di una vivacità impressionante  e saltava di continuo fuori dall’acqua. Avendolo visto al primo salto feci fatica a paragonare la forza alla dimensione capendo cosi perchè viene chiamato anche la tigre.  Sotto la superficie, nonostante fosse piccolo e io usassi una coda dell’8, riuscivo a sentire i movimenti della testa a destra e a sinistra.

Il rilascio venne eseguito dalla guida dato che i suoi denti aguzzi sono in grado di staccare un dito di netto: quando un dorado chiude la mascella si sente il tipico “tac” come di una trappola per topi. Continuammo a scendere il fiume. Ogni due minuti  avvistavamo dei dorado sulla superfice che si muovevano con scatti brevi e potentissimi e che disegnavano cerchi in superficie con un raggio di due metri.

Giornate di pesca al dorado

Nei giorni seguenti presi molti pesci, dalla barca, dalla sponda e nei laterali. Il divertimento è assicurato non tanto con quelli grandi che sono molto smaliziati, ma con quelli di taglia media sui quattro chili. Alla sera appena rientrati ci attendeva nel bar un fantastico antipasto di salumi  e formaggi con un ottimo vino rosso argentino. Dopo l’ aperitivo ed una doccia conobbi al bar dei pescatori appena arrivati : Tom, Jim e Bread, tre americani di Lateral Line. Scambiammo due parole e poi andammo a tavola.

Alla sera decisi di provare del pollo con patate: un gusto unico, totalmente diverso dalla carne di pollo che si consuma da noi . Le serate al Pira Lodge sono indimenticabili, con uno sfondo di colori ai quali non siamo abituati. Prima di addormentarmi sentii che iniziava a piovere. Un’ottima pioggia che, dato il livello dell’ acqua molto basso, non poteva che migliorare le condizioni di pesca. Al mattino mi accorsi i nuvoloni neri giravano ancora minacciosi e non volevano andarsene.

Pescare a vista i dorado

Appena finita la pioggia, chiesi alla guida di uscire un po’ prima dato che volevo finire in bellezza l’ ultima giornata. Nel primo pomeriggio uscimmo sotto una piogga leggera e chiesi a Noel dove stavamo andando visto che non conoscevo quella parte della laguna. Mi rispose che voleva farmi vedere un posto che non conoscevo e che mi sarei divertito sicuramente. Normalmente non si pesca il dorado a vista ma nei laterali può capitare.

Ci vuole qualche secondo per permettere all’occhio di vedere il pesce ma una volta individuato il gioco è fatto. Noel mi disse di tenermi qualche metro indietro dalla sponda per non farmi vedere dai pesci. Lanciai il primo streamer di colore bianco: non fece nemmeno il tempo a cadere in acqua che con uno scatto fulminante il dorado prese lo streamer.

Al momento di rilasciarlo mi accorsi che un dorado molto più grande lo stava attaccando.  Una scena che non capita spesso ma che lascia senza fiato. Dopo un pomeriggio ricco di emozioni  prendemmo la barca in direzione lodge, anticipando un po’ la chiusura per non rischiare di perdere il Fletcha Bus per Buenos Aires.

Il rientro

Bagnato fradicio,  preparai la valigia e salutai il personale prima di salire sulla macchina che mi avrebbe portato alla stazione degli autobus.  Arrivato alla stazione vidi subito il gigantesco Fletcha Bus a due piani, con maestose poltrone in pelle. Partimmo alle 21:00 e dopo l’inizio di un film abbassai il sedile addormentandomi per risvegliarmi poco prima delle sei di mattina!

Una rinfrescata nel bagno del bus ed ecco l’entrata della stazione. Ad aspettarmi, come da programma, una Hostess dell’agenzia Prana Turismo. Ci dirigemmo con un piccolo Bus all’Aereoporto nazionale per poi proseguire per il rientro. Di questo viaggio mi rimane il ricordo della splendida accomodation del Pira lodge, della professionalità delle guide e della grande combattività di questi pesci meravigliosi.

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