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A pesca in Friuli Venezia Giulia

La pesca a mosca in Friuli Venezia Giulia. Dove andare, quali fiumi scegliere. Il report documentato di Beppe Scaglia sulla pesca a mosca in Friuli per H2O magazine.
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H²O magazine…pescare viaggiando.

A pesca in Friuli Venezia Giulia

Accettare di scrivere un articolo sulla pesca in Friuli Venezia Giulia da parte di uno che ci aveva pescato un’unica volta una ventina d’anni fa, potrebbe sembrare una mossa un po’ azzardata. E, in effetti, un po’ perplesso lo sono stato quando Giorgio me lo ha proposto. Ma se l’intento, più che di ottenere una disamina tecnica di ogni specifica acqua, è quello di dare un giudizio “di primo acchito” sulla regione, dalla pesca alla gestione delle acque, alle possibilità turistiche esistenti ed alle offerte enogastronomiche, allora la proposta diventa del tutto logica. E la perplessità, nel mio caso, ha lasciato il posto alla voglia di provare una nuova esperienza.

E così mi sono fatto un paio di fugaci uscite. La prima a fine maggio, purtroppo all’apice di una settimana di violente precipitazioni che hanno interessato tutto il Nord compromettendo l’accessibilità della gran parte delle acque friulane, con esclusione di poche risorgive. La seconda in fine luglio, in un caldo afoso e con i livelli dei fiumi già molto bassi. Spesso pescare in condizioni non ottimali dà la misura delle potenzialità di un fiume più che il farlo nei giorni migliori, che in un anno si manifestano poche volte, esaltando il valore delle acque oltre il reale e falsando pertanto le aspettative di frequentatori nuovi o occasionali.

Le risorgive di Bar

Le risorgive di Bar sono state la prima meta, ancora di salvezza in un panorama di acque vorticose e marroni. Raggiunta in compagnia dell’amico Michele si è rivelata un’autentica sorpresa, anche in funzione del fatto che gode poca notorietà. Si tratta di una grossa risorgiva nei pressi di Osoppo che alimenta il fiume Tagliamento, con un notevolissimo volume d’acqua che scorre tra sabbia chiara e fine e un letto rigogliosissimo di piante acquatiche e di ranuncolo. Il fiume è ricco di fauna bentonica. E’ possibile incontrare infatti numerosissime specie differenti di insetti, compresa la mosca di maggio. Se fosse una risorgiva slovena avrebbe quasi certamente sponde un po’ più pulite, costerebbe 100€ al giorno, sarebbe piena di pesci e famosa in tutto il mondo. Sia nel No Kill che nel tratto libero qualche bel pesce c’è, di taglia anche interessante, ma per avere ragione dell’unico pesce, una discreta marmorata, che ho visto bollare alcune volte, ho dovuto abbassare molto la sezione del mio finale.

Il Meduna

Oggetto di una pescatina serale, in un tratto alcuni km a monte del lago di Tramonti aperto a tutte le tecniche e a volte campo gara. Un “mordi e fuggi” sufficiente per apprezzare il contesto ambientale notevole, fatto di boschi verdissimi ad abbracciare monti carsici poco elevati, acque chiarissime che solcano ampi ghiareti bianchi o si insinuano in gole abbastanza profonde. Nel Meduna puoi trovare correnti basse e veloci e alcuni profondi buconi. Mi sarei aspettato qualche bel pesce, perché la schiusa di piccole effimere chiare si è protratta per un paio d’ore. Invece le frequenti bollate mi hanno regalato sono una lunga schiera di temoli sotto misura.

Il Varmo

Mi vergogno un po’ a dire il motivo per cui posso vantarmi di conoscere il Varmo metro per metro. In mattinata, su consiglio del capo della Vigilanza del ETP, avevo provato nella parte bassa di questa possente risorgiva l’omonimo No Kill, un paio di chilometri dove l’ingresso in acqua è limitato dalla profondità dell’acqua, dal fondo instabile e dalla corrente sostenuta. Meta molto difficile ma intrigante, dove le possibilità di raggiungere l’infrascatissimo sottoriva opposto (il fiume è largo dai 10 ai 20 mt) sono legate a preziosismi tecnici, da compiere attraverso i pochi spiragli che la vegetazione riparia annovera.

Quando ho deciso di tentare da un’altra parte ho dovuto amaramente constatare di aver perso l’unico paio dei chiavi della macchina che avevo con me. Panico, poi complice un figlio d’oro che è saltato in macchina per sciropparsi tra andata e ritorno 1200 km a venirmi a portare il mazzo di riserva, ho avuto diverse ore davanti, un po’ per cercare le chiavi, un po’ per studiare il fiume, e così l’ho risalito sino a Gradiscutta dove c’è un secondo No Kill e dove il fiume perde parte della naturalità delle sponde. Però, dal punto di vista alieutico, mi è piaciuto di più. Verso sera è cominciata una leggera attività di superficie e, grazie ad essa, qualche cattura di bella trota. Pesci da conoscere, selettivi, in un ambiente difficile.

Il Natisone

Fallito il primo tentativo causa i livelli altissimi, il Natisone è stato l’obiettivo primario del secondo approccio semiragionato al Friuli. Il Natisone, costeggiato tante volte sulla strada della Slovenia,  mi ha da sempre attratto per le sue cromie sovraesposte, per le sue acque cristalline, e per il rapporto di odio amore che è riuscito ad instaurare con i pescatori locali. Ho pescato in pieno giorno ed in pieno sole la parte limitrofa all’albergo del Vescovo, tratto a esche artificiali, estremamente comodo per chi soggiorna lì, avendo un accesso diretto al fiume che scorre a pochi metri e che è monitorabile anche facendo colazione o cena nel bel dehor.

Nonostante i livelli bassi e l’assenza di schiusa, speravo di far salire qualche temolo battendo in caccia a secca le correntine tra un bucone e l’altro o qualche trota sfiorando le rive, abbastanza naturali, del tratto. Ben diverse emozioni ho vissuto alla sera, nel tratto No Kill a monte di Stupizza. Complice un temporale pomeridiano che ha rinfrescato aria ed acqua, verso le sette di sera la verde valle è caduta nella morsa lieve di una nebbiolina bassa, che ha ovattato la superficie del fiume esaltando il rumore delle bollate che hanno preso a succedersi con regolarità. Ho impiegato un po’ di tempo a trovare l’esca giusta ma poi è stato una incredibile successione di catture, temoli, iridee, cavedani ed un paio di belle marmorate. Bastava variare il luogo di caccia e si riusciva ad prevedere il tipo di pesce che probabilmente avrebbe abboccato. Nessun altro sul fiume a dividere quei cerchi, ad esaltare fino a notte quel magico momento che solo la pesca a mosca sa regalare.

Altre destinazioni di pesca in zona

 La scelta delle acque pescabili con soddisfazione a mosca in FVG è ampia, forse la più ampia d’Italia. Tagliamento, Isonzo, Resia, Torre, Arzino, Leale, Slizza, Cellina, Livenza, Ledra, Fella, Corno, sono solo alcune delle tantissime acque rese note da articoli e report, ma ce ne sono molte altre meno note; quasi tutte non sono forse, alieuticamente parlando, all’altezza di quello che erano qualche decennio fa, ma restano tali da garantire divertimento. Il tutto ad un costo contenuto, con una sorveglianza presente ed attenta.

Da visitare a Udine

Visitando il caratteristico centro storico di impronta medievale di Udine, possiamo ammirare:

il Castello rinascimentale, edificato nel 1517 sui resti di un antico edificio difensivo, oggi ospita alcuni dei più importanti musei cittadini, come i Musei Civici, il Museo Archeologico, la Pinacoteca ed una fornitissima Biblioteca; il Duomo, edificato nel XIV secolo ma più volte rimaneggiato, è celebre perchè è interamente decorato con gli affreschi realizzati da Giovanbattista Tiepolo, un famoso artista del XVIII secolo. Piazza della Libertà, che è annoverata tra le più belle in Italia, è adornata da splendidi edifici e dalla cosiddetta Loggia di San Giovanni, un arioso edificio del XVI secolo che è sormontato da un’alta torre e che ospita al suo interno la Chiesa di san Giovanni, ricca di opere d’arte di maestri friulani. la Chiesa di Santa Maria di Castello, di antica fondazione, che ancora oggi presenta la facciata ed il campanile aggiunti in epoca rinascimentale. Il Palazzo Vescovile, edificato per ospitare il Vescovo di Udine e decorato anch’esso dal Tiepolo, è oggi sede del Museo diocesano d’arte sacra.

Informazioni pesca

Per informazioni relative al calendario di pesca sportiva e per segnalazioni relative alle acque interne
rivolgersi allUFFICIO VIGILANZA ETP,
Via Colugna 3 – 33100 Udine
dal Lunedì al Venerdì dalle 9.00 alle 12.00
tel. 0432-551.228/210

Beppe Scaglia

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