H2O Magazine

NUOVA ZELANDA: SOUTHLAND, FIORDLAND E WEST OTAGO

L’isola del sud della Nuova Zelanda
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H²O magazine…pescare viaggiando.

NUOVA ZELANDA

L’isola del sud della Nuova Zelanda è praticamente disabitata; presenta ancora oggi, in un mondo sovrappopolato, enormi estensioni di territorio senza traccia umana. In questa meravigliosa terra è possibile bere l’acqua di fiumi e laghi, (la famosa “gin clear”), pescare a mosca secca grandi e combattive trote native, sia fario che iridee, discendenti da quelle immesse alla fine dell’800 dai coloni britannici e acclimatate con taglie record.

Queste trote sono morfologicamente di una bellezza sfolgorante, con  bocche enormi, pinne smisurate e colori intensi, che fanno delle” brown” e” rainbow” della Nuova Zelanda le più belle, grosse e combattive trote selvagge che il pescatore con la mosca secca possa incontrare sul pianeta terra.

ISOLA DEL SUD

L’isola del sud è attraversata per la sua lunghezza dalla catena montuosa delle Alpi Neozelandesi; queste montagne, con picchi arditi, vette innevate e  ghiacciai perenni, sono solcate da innumerevoli cascate, torrenti e fiumi, con laghi glaciali cristallini di incomparabile bellezza e purezza.

La foresta pluviale temperata (“Rain Forest”) è costituita da faggi australi sempreverdi, da numerose specie di felci, anche arboree, da soffici tappeti di muschi e  licheni inondati da una luce del sole così brillante che nelle giornate con cielo terso regala scenari alpini di assoluta bellezza. In quest’ isola non ci sono solo fiumi e torrenti pietrosi, ma anche placidi “Spring Creeks” che scorrono tra i prati, alcuni simili ai “Chalk Streams” inglesi.

FEBBRAIO 2012

In questa terra lontana mi sono recato ad inizio febbraio 2012, quindi in piena estate australe, insieme all’amico carissimo Alberigo Nardi entusiasta e valente pescatore con grande esperienza di viaggi di pesca nel mondo, Alaska, Yellowstone, Colorado, Christmas Island, Cuba tra le sue esperienze più significative ed appaganti.

La concreta possibilità di poter catturare trote selvagge di 6 lbs. e oltre, pescandole con la “Dry Fly”, faceva sognare entrambi. In Nuova Zelanda ci siamo appoggiati all’organizzazione “South Island Trout Stalker” di Gordon Watson.“Gordy “ è un tipo davvero speciale, ogni nostra cattura lo rendeva  felice e la sua accoglienza e il suo amore per la natura rimarranno  nei nostri ricordi insieme ai paesaggi e alle trote dell’isola del sud.

La sua conoscenza del Southland, del Fiordland National Park e del West Otago si è rivelata necessaria e insostituibile per la riuscita del nostro viaggio; abbiamo anche conosciuto e apprezzato il giovane Sam, collaboratore di “Gordy”, alpinista e guida di pesca.

Il periodo scelto,  piena estate, ci ha aperto la possibilità di pescare nel Fiordland occidentale, raggiungibile solo in elicottero, circondati da scenari alpini unici e immersi in quel paradiso naturalistico che è la  foresta pluviale, con fiumi e torrenti dai livelli ideali per una accorta ed efficace azione di pesca con la mosca secca in “stalking” o su bollata.

Le grosse fario si sono dimostrate reattive alle corrette presentazioni delle nostre “dry flies”: effimere, terrestrials e sedge. Solo la pesca negli “Spring Creeks” non sempre può rivelarsi proficua, i livelli  bassi e la corrente modesta di questo periodo influiscono sul comportamento delle grandi trote che perlustrano flemmaticamente in tutte le direzioni le “pools” avvistando anche da notevole distanza il pescatore e frustrando i tentativi di avvicinamento.

WEST OTAGO

Tuttavia la pesca sugli “Spring Creeks” del West Otago è stata meravigliosa.In questo viaggio siamo saliti su un elicottero per la prima volta e abbiamo campeggiato sotto un cielo terso dove la luna piena ci ha permesso di effettuare la pesca notturna  a galla con il topo che si è concretizzata con la cattura di un’affusolata e potente “rainbow”.

Abbiamo anche  conosciuto i “Kea”, grossi pappagalli di montagna endemici della Nuova Zelanda, i quali sono fatalmente attratti dalle parti in gomma dei fuoristrada delle guide e abbiamo visto le enormi e aggressive anguille che vivono nelle acque dolci neozelandesi, implacabili nemiche naturali delle trote nella lotta per la sopravvivenza.

 

Edoardo Pelligotti

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