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Maldive, le scelte vincenti per il vostro viaggio di pesca

Si narra che le Maldive furono create da maga araba come dono al suo sposo navigatore, un giardino di isole in cui l’amato si sarebbe rifugiato per riposare durante un viaggio verso l’Oriente dal quale, alla fine, non fece mai ritorno.
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H²O magazine…pescare viaggiando.

Le Maldive e la pesca

Il nome Maldive deriva da Malodheep, che in sanscrito significa “regno delle mille isole”, o anche ghirlanda, come ricorda la forma di questo arcipelago formato da 1192 isole sparse per 800 chilometri a sud ovest dell’India, in pieno Oceano Indiano. Mi dispiace per la donna innamorata, ma come dare torto a quell’esploratore dell’antichità: tutti conosciamo la meraviglia e l’unicità di quei luoghi, la loro magia e la loro bellezza naturalistica, se non altro per le cartoline e i documentari che si vedono continuamente in televisione.

Scoperte “turisticamente” meno di 30 anni fa, come appannaggio esclusivo di ricchi viaggiatori subacquei in cerca di emozioni forti, oggi le Maldive rappresentano una delle mete più esclusive per quanto riguarda le vacanze relax al mare, soprattutto durante i rigidi inverni europei, con un’offerta diversificata che spazia dalle crociere itineranti sulle safari boat ( i charter turistici), ai tanti resort disseminati tra i 26 atolli che compongono questo straordinario ecosistema.

Ho trascorso gli ultimi due anni della mia vita in uno di questi atolli, precisamente nell’atollo di Ari, lavorando come guida di pesca in alcune strutture di una compagnia svizzera.

In questa occasione mi piacerebbe concentrare l’attenzione su alcuni aspetti della pesca alle Maldive che solitamente vengono tralasciati, per fare un po’ di chiarezza e cercare di fornire alcune informazioni che potrebbero risultare interessanti a chi decide di organizzare un viaggio di pesca a 360° in questo paradiso tropicale.

Prepare il viaggio alle Maldive

Premettendo che le autorità locali delle Maldive scoraggiano vivamente il turismo fai da te, per non dire che in pratica è vietato, non rimane che affidarsi ad un’agenzia di viaggi o a un tour operator, e scegliere tra una crociera su una delle tante barche che partono dalla capitale Malè (si pronuncia Male, senza accento); o un soggiorno in una delle numerose proposte alberghiere presenti sulle varie isole.

Molto dipende naturalmente dalle esigenze personali: diciamo che la barca è sicuramente più spartana di un villaggio (di chiara vocazione familiare e dotato di maggiori comfort) ma offre la possibilità di esplorare molti più hot spot nel tempo medio di una settimana di vacanza, oltre una maggiore esperienza generale della pesca, come dimostrano alcune organizzazioni specializzate.

Per pescare meglio la crociera

La crociera è indicata soprattutto per i gruppi di amici che vengono alle Maldive con l’unico obiettivo di pescare o fare immersioni, mentre l’isola meglio si adatta alle esigenze dei non pescatori, siano essi bambini o mogli, che comunque non si annoieranno mai grazie alle attività ricreative pensate per gli ospiti.

Mi sento di ricordare ai pescatori che opteranno per un’isola che la pesca è vietata dalle spiagge e dai pontili dei resort, quindi sarete obbligati ad affittare una barca se vorrete pescare, il cui costo varia molto a seconda della tipologia. La maggior parte delle isole gestisce una piccola flotta di Dhoni, la classica barca di legno maldiviana, spaziosa e confortevole ma nello stesso tempo lenta e rumorosa, che è possibile affittare per le escursioni ed attrezzare per le uscite di pesca.

Il noleggio di una barca alle Maldive

Il noleggio si aggira intorno ai 50 dollari all’ora, anche se in alcune strutture sono presenti imbarcazioni in vetroresina e gommoni, il cui costo è leggermente maggiore. Diciamo che a livello logistico, a parte qualche rara eccezione di organizzazioni extra lusso, gli standard di pesca sono molto bassi, in qualche caso addirittura inesistenti: attrezzature obsolete e tenute male, barche inadeguate e capitani impreparati.

Basti pensare che quando sono arrivato per la prima volta alle Maldive con i miei popper colorati ed altre amenità imprescindibili per noi pescatori occidentali, i maldiviani mi hanno accolto con estrema diffidenza, abituati com’erano ad usare semplici lenze a mano con piumette autocostruite o, nel migliore dei casi, innescate con un bonito vivo legato ad una tanica di benzina.

Quindi un consiglio importante è quello di informarsi prima di acquistare una vacanza nel luogo prescelto, cercando, se possibile, di mettersi in contatto diretto con i centri nautici (watersport center) che di solito organizzano questo genere di attività sulle isole, e nel caso provvedere da casa con la propria attrezzatura che, comunque, consiglio vivamente di portare con voi, soprattutto se il vostro obiettivo è la pesca a mosca, il vertical jigging o lo spinning pesante.

Consigli al pescatore: scegliere tra isola e atollo

 A costo di sembrare petulante, prima di iniziare questo discorso (che reputo fondamentale) vorrei ricordare la distinzione che c’è tra isola e atollo, perché l’esperienza personale di guida mi ha fatto giungere alla conclusione che questi due concetti, all’apparenza simili, non sempre sono ben compresi da tutti.

L’atollo è un insieme di isole più o meno tonde di origine vulcanica, che a loro volta forma una specie di grande isola semisommersa in mezzo all’Oceano, una grande vasca da bagno la cui profondità media si aggira intorno ai 30-40 metri,  e le cui sommità emerse sono le isole per l’appunto, a loro volta circondate da barriere coralline. Fuori dagli atolli, la profondità raggiunge velocemente quote abissali, passando da pochi centimetri a più di duemila metri già a poca distanza dal margine esterno.

Nell’atollo la pesca a traina

Questa è la zona in cui generalmente si pratica la pesca a traina, lungo la caduta batimetrica che segna il confine delle acque basse, in quanto i predatori seguono questa linea per tendere i propri agguati  a seconda della marea, la componente fondamentale che influenza notevolmente l’esito di una battuta di pesca da queste parti.

Dopo questa breve premessa che ci tornerà utile per capire le strategie da adottare, passiamo ad analizzare alcuni fattori basilari:

Scegliere l’atollo giusto

Alle Maldive abbiamo a disposizione ben 26 atolli su cui concentrare i nostri sforzi. Quale scegliere? La prima discriminante sarà sicuramente il budget di cui disponiamo: non tutte le barche e non tutte le isole hanno infatti gli stessi costi. Molto dipende dalla distanza dalla capitale e dal numero di stelle di cui si fregiano, ma una volta risolto questo problema, suggerisco di scegliere la nostra destinazione in base al periodo dell’anno in cui partiamo e al tipo di pesca che intendiamo adottare, per sfruttare al meglio le condizioni meteo-marine.

La scelta del monsone

Alle Maldive esistono fondamentalmente due stagioni: quella del monsone invernale, che va da dicembre ad aprile, con venti moderati che soffiano da nord-est e mare quasi sempre calmo; e quella del monsone estivo, da maggio a novembre , con venti intensi da sud-ovest, tempo perturbato e mare spesso agitato.

In base a questa distinzione, guardando sulla cartina ci accorgeremo presto se la meta prescelta si trova nella parte giusta, soprattutto se peschiamo a traina. All’interno di queste due grandi stagioni, bisogna considerare i periodi intermedi che segnano il passaggio da un monsone all’altro, che variano di anno in anno e spesso sono capricciosi a tal punto da influenzare negativamente le nostre battute.

La scelta della marea

La prima cosa che facevo quando salivo in barca, anche se avevo consultato precedentemente la tavole delle maree, era quella di chiedere conferma al capitano. Un po’ per conferirgli importanza investendolo di responsabilità, e un po’ perché alle Maldive intervengono vari fattori che influenzano i flussi delle maree e solo i maldiviani riescono a comprendere nella maniera ottimale.

Le risposte erano sempre e solo due: Etherè (in entrata), Beyru (in uscita).

Alta marea per la traina sul reef esterno

Diciamo che per la traina sul reef esterno, fondamentale è la marea alta, in quanto grandi masse d’acqua entrano nell’atollo attraverso le pass o Kandu (i corridoi fra le isole che collegano l’interno con il mare aperto), innescando la catena alimentare che porta i predatori a concentrarsi in queste zone.

Bassa marea per lo spinning

Per lo spinning invece buoni risultati si ottengono anche durante la fase di bassa marea, purchè si peschi all’interno degli atolli nei pressi delle barriere coralline sommerse: le Tille nel caso di secche profonde, i Ghiri nel caso di rocce affioranti. I monsoni determinano anche le correnti, le quali hanno effetti importanti sulle maree.

Non sempre, infatti, ad una fase di alta marea corrisponde una corrente in entrata nell’atollo. Questo strano fenomeno, descritto molto bene da Enzo Spina in un articolo denominato “L’enigma delle correnti” inserito in TuttoMaldive, si verifica proprio durante i cambi del monsone, con effetti spesso devastanti per l’azione di pesca, e la conseguenza che, per causa del vento, anche durante la fase di alta marea il mare è “in uscita” dall’atollo, disperdendo i pesci e rendendo molto difficile la loro localizzazione.

Le maldive per chi non pesca

Chi pensa che due settimane alle Maldive già siano troppe, e l’unica cosa da fare (dopo essersi ripresi dalla visione di una natura mozzafiato) sia quella di annoiarsi sotto il sole alternando un bagno refrigerante ad un riposino sotto la palma, farà bene a cambiare idea. Infatti alle Maldive le attività ricreative pensate per i turisti sono infinite: escursioni in barca, villaggi dei pescatori, isole deserte, snorkelling, immersioni subacquee, sci nautico, beachvolley, aperitivi al tramonto, wakeboard, vela, surf e kitesurf.

Insomma per chi vuole, e soprattutto per chi ama il mare, il tempo a disposizione non sarà  mai abbastanza. Senza dimenticare le numerose SPA e i centri benessere per la cura del corpo e dello spirito, che aggiungeranno ad una vacanza da sogno quel tocco in più per poter dire almeno una volta che tutto è stato perfetto.

Perché le Maldive sono proprio come ce le immaginiamo nella nostra fantasia…pesci compresi naturalmente!

Informazioni di viaggio per le maldive

Clima:

alle Maldive il clima è tropicale, con temperature costanti tutto l’anno intorno ai 28-30 °C.

Consigli sanitari:

vaccinazioni: non obbligatorie. Il livello sanitario, soprattutto nelle strutture turistiche, è pari allo standard europeo. Importante è bere molta acqua per limitare la disidratazione, e l’uso di creme solari ad alta protezione.

Norme doganali e divieti

I controlli all’arrivo alle Maldive sono molto severi. Essendo un paese musulmano, è proibito introdurre alcool, carne di maiale ed insaccati. I fucili subacquei non sono permessi, e vengono trattenuti dalle autorità che provvederanno alla loro restituzione al momento della partenza.

Nudismo e topless sono assolutamente vietati, mentre durante le visite ai villaggi locali o nella capitale, è obbligatorio coprirsi le spalle e indossare gonne o pantaloni fino al ginocchio.

La moneta ufficiale è la RUFIYAA. Comunemente accettati dollari (1 US$=12,8 Rufie), euro (1 euro equivale più o meno a 16 Rufie).

Comunicazioni

Internet diffuso nella capitale e in tutte le strutture turistiche e alberghiere.

Reti GSM e UMTS abbastanza buone, ma attenzione alle tariffe.

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