H2O Magazine

ISLANDA. LA MERAVIGLIA DEL NORD ATLANTICO

La prima volta ci sono stato dieci anni fa e, da allora, sono tornato ogni anno. E’ sì, questa è una terra che ti entra dentro, specialmente se ami gli spazi aperti, i panorami senza fine, il manifestarsi della natura in modo puro e primitivo… questa terra si chiama Islanda.
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H²O magazine…pescare viaggiando.

Arrivati in Islanda, il tratto di strada che porta dall’aeroporto internazionale di Keflavìk alla capitale Reykjavìk, si presenta come un percorso che scorre in un paesaggio lunare, un territorio quasi sterile, dominato da vecchie colate laviche che a primo impatto può deludere ma che, dopo circa 40 minuti termina, lasciando apparire quella che è la capitale più a nord del mondo. Reykjavìk è pure una delle più recenti, anche se dal punto di vista storico e architettonico non è molto stimolante, per quanto riguarda gli aspetti politici, sociali, economici e culturali, non è seconda a nessuno.

Quest’isola, fra le più grandi al mondo, fu chiamata Islanda (terra del ghiaccio) poiché, intorno all’860, un norvegese, tale Vilgerdarson, navigò fino alla costa sud-occidentale e, vedendo gli iceberg che galleggiavano nel Vatnsfjordur, battezzò il posto con il suo attuale nome.

L’Islanda e la natura

Ho avuto la fortuna di viaggiare parecchio sulle strade islandesi e la cosa che più mi impressiona è il continuo mutare dei panorami che si presentano agli occhi dei privilegiati viaggiatori. Distese di lava pietrificate, montagne, ghiacciai, laghi, possenti cascate che cadono in profondi canyons, e ancora pianure verdeggianti, fiordi che penetrano le coste per chilometri e, per finire, questa magica luce che, da giugno ad agosto, non scompare mai.

Il Vatnajokùll, nel sud del paese, con i suoi 8000 km quadrati è la superficie ghiacciata più estesa d’ Europa e Dettifoss, nel nord, la cascata con la massa d’acqua più possente del continente. Centinaia di torrenti, fiumi e laghi fanno di quest’isola un vero paradiso per gli amanti della pesca che qui possono scegliere di insidiare varie specie di pesci, anadromi e non. L’Islanda è famosa in tutto il globo per l’alta concentrazione (circa 100) di corsi d’acqua ricchi di salmoni atlantici ma vi assicuro che se amate la pesca alle trote, ai salmerini artici residenti o migratori e alle trote di mare, una visita a questo paese è la scelta giusta da fare.

Islanda. A pesca di salmoni

“E’ l’Università della pesca a mosca del salmone atlantico” mi disse il mio caro amico Giovanni Leombianchi quando mi convinse ad andarci per la prima volta…In effetti ho dovuto dargli ragione perché in questi fiumi ho avuto la possibilità di catturare salmoni usando tutte le tecniche che la pesca a mosca ci offre: pescando a galla, a ninfa, strippando, con il “riffling-hitch”(molto diffuso in Islanda), con la classica tecnica con cui si è soliti pescare nei corsi d’acqua della Gran Bretagna e della Scandinavia.

Ho usato canne dai 10 ai 15 piedi, code dal n. 6 al n. 10 lanciando con alterni risultati tube flies di 4cm o mosche sul n. 16 in base al tipo di acqua in cui mi trovavo a pescare. È proprio questa una delle caratteristiche che fa unico questo luogo: l’opportunità di pescare, in base ai gusti personali di ognuno, torrenti con una larghezza media di 5-6 metri, o fiumi con masse d’acqua molto più possenti tanto da obbligare il pescatore all’uso di attrezzi a due mani. Quasi tutti i corsi d’acqua che scorrono in questo splendido paese hanno dei comuni denominatori: valli con canyons selvaggi e acqua cristallina e quindi molto spesso questo ci permette di pescare a vista sul pesce, carpendone comportamenti e reazioni, arricchendo non poco il proprio bagaglio di esperienza.

Pescare in Islanda

Parliamoci chiaro: pescare il re dei pesci in Islanda non è a buon mercato ed il motivo è semplice, in quanto tutti i proprietari terrieri posseggono anche le acque che scorrono attraverso le proprie terre: essi creano dei consorzi e affittano in molti casi ad agenzie private o angling clubs che a loro volta subaffittano ai pescatori. Il prezzo poi è regolato dalla domanda che, specialmente per i fiumi con una media di catture molto alta, è sempre piuttosto elevata.

Se si è capaci di evitare le agenzie specializzate ed i fiumi più blasonati, con un po’ di intraprendenza e di conoscenze, si riesce a lanciare la coda di topo in fiumetti meno famosi ma non per questo meno belli, con buone possibilità di agganciare qualche bel pesce senza spendere cifre a volte indicibili. Un’altra caratteristica che rende questo luogo particolare per la pesca al salmone è la possibilità di avere un torrente completamente vostro per alcuni giorni o un’intera settimana dove potete pescare indisturbati in un contesto naturale di assoluta qualità, alloggiando nel classico “fishing lodge” in legno a pochi metri dall’acqua.

Un consiglio che mi sento di dare a coloro che intendono andare in Islanda a scopo turistico, è quello di starci per un minimo di 10 giorni, dedicarne un paio alla capitale, e i rimanenti al giro completo dell’isola, ponendo particolare attenzione alla parte meridionale che a mio parere, rimane la più spettacolare. Il costo della vita è indiscutibilmente fra i più alti al mondo e quindi, se si ha un “budget” limitato da rispettare, è cosa saggia evitare ristoranti di medio e alto livello, Hotels, negozi e così via. Una buona idea può essere quella di noleggiare un piccolo fuoristrada, pernottare nelle numerose fattorie-affitta camere dislocate su tutto il territorio e sostare per mangiare un boccone nei ristoranti o fast food adiacenti le stazioni di servizio.

Viaggiando in Islanda

La regione centro-occidentale

Da Reykjavik in direzione nord, si attraversa la Regione Centro-Occidentale che comprende due penisole meritevoli di una visita, Akranes e Snaefellasnes. La seconda annovera tra le sue bellezze la calotta glaciale di Snaefellsjòkull, situata all’estremità occidentale, che con i suoi 1446 m. di altezza domina il paesaggio della regione, e Glimur, la cascata più alta (198m.) d’Islanda che si trova nelle montagne che sovrastano il fiordo di Hvalfjòrdur. Continuando verso Nord-Ovest si incontrano i Fiordi Occidentali, la zona geologicamente più antica dell’isola ed anche la meno ospitale, in quanto le terre coltivabili sono poche, strade e trasporti pubblici fra i peggiori di tutto lo Stato e il cattivo tempo sempre in agguato.

La sopravvivenza dei residenti qui è legata soprattutto al mare in quanto, al largo della costa confluiscono le acque calde della Corrente del Golfo e quelle fredde provenienti dalla Groenlandia, creando un ambiente ideale per la riproduzione di molte specie di pesci. Mi è capitato di trascorrere una settimana pescando in queste zone e vi assicuro che è stata una delle esperienze più belle mai provate nei miei viaggi di pesca. Spostandosi verso Est, si attraversa la Regione Centro-Settentrionale la quale, solitamente, è un tratto da attraversare abbastanza velocemente poiché, per raggiungere i punti di interesse, bisogna avere tempo per avventurarsi in escursioni a piedi o a cavallo.

Le regioni a nord

Terminata questa zona si arriva ad Akureyri, seconda città d’Islanda (20000 abitanti) ed indiscusso centro del Nord, situata ai piedi del fiordo di Eyjafjòrdur ad un tiro di schioppo dal Circolo Polare Artico, è considerata da molti la più attraente dell’isola. I suoi abitanti fanno a gara nell’abbellire i propri giardini favoriti da una posizione superba e da un clima piuttosto mite per queste latitudini, quindi è consigliabile dedicare una mezza giornata alla visita della cittadina.

Da qui, spostandosi verso Est si trova prima il lago Myvatn, un bacino basso e largo,interessante dal punto di vista vulcanico, geotermico e ornitologico, e poi Dettifoss, una impressionante massa d’acqua che cade per circa 50 metri sollevando un pennacchio di vapore visibile a chilometri di distanza, dando vita a un doppio arcobaleno che attraversa tutto il canyon. Subito a nord di questa possente cascata inizia il Parco Jokulsàrgljùfur, chiamato anche il “Gran Canyon d’Islanda”, lungo 25 chilometri, alto 100 metri e largo 500 caratterizzato dal succedersi di numerose cascate e, nella zone più settentrionale, circondato da una foresta di betulle, cosa assai rara su quest’isola. Scendendo verso la Costa Orientale si incontrano vaste foreste e i laghi più estesi del Paese, insieme ad una miriade di cime e promontori remoti con alcune belle cascate. Qui ci si può imbattere negli unici branchi di renne di tutta l’Islanda.

Il sud dell’Islanda

La parte Sud dell’isola, a parer mio, è la più spettacolare e il Vatnajòkull, la laguna degli iceberg di Jòkulsàrlon, il Parco Nazionale Skaftafell, il ghiacciaio Myrdalsjòkull, la bellissima Gullfoss (cascata d’oro), il Geysir, il Parco Nazionale Thingvellir, sono solo alcune delle meraviglie che si possono incontrare lungo la costa meridionale dell’isola.

Informazioni sulla pesca in Islanda

L’Islanda non è il luogo dove si può incontrare il “pesce della vita”, come può accadere in Norvegia, Scozia o Quebec, infatti raramente le catture superano i 12 kg, ma la qualità e la varietà delle acque, la bellezza dei luoghi , e la desolazione in cui vi potete trovare, fanno di quest’isola una destinazione unica dove bagnare le proprie mosche.

Dividendo  verticalmente a metà l’Islanda, direi che la metà occidentale è quella con il maggior numero di fiumi da salmone: East e West Ranga, Ellidàr, Leivorgsà, Laxa i Kjòs, Thverà and Kjarrà, Nordura, Laxa a Asùm, Midfjardarà sono tra i corsi d’acqua con il rapporto catture per canna/giorno più alti al mondo. La metà a Est è meno importante dal punto di vista numerico, ma vanta alcuni fiumi che offrono pesci di qualità e taglia notevoli. Qualche anno fa mi fu spiegato che i corsi d’acqua che sfociano nella Costa est e Nord-Est sono risaliti da un tipo di salmone geneticamente più grande e forte e quindi, fiumi come Sandà, Hafralonsà, Sela, Hofsà, Breiddalsà e Laxà i Adaldalur, regalano pesci mediamente più grandi.

Da Vedere a Reykjavik

Reykjavik è immersa in un meraviglioso paesaggio verde. I punti focali della città sono le meravigliose piscine geotermiche che è l’attrattiva principale della città.
La laguna Blu, raggiungibile dalla capitale in appena 30 minuti, è piena di acque minerali, sali e fango. Inoltre sono presenti 3 diverse saune e si possono fare trattamenti di ogni genere, sia di bellezza sia di massaggi. l centro della città è ricco di musei, mercati e laghi. Il Museo Nazionale è una tappa d’obbligo, in quanto conserva oggetti sacri e oggetti risalenti al periodo della colonizzazione. Accanto al museo si trova l’istituto Arni Magnusson importante poiché racchiude in sé una serie di manoscritti.

I principali musei sono il Museo d’arte di Reykjavik, Harbour House, il Museo di Scultura Asmundur Sveinsson e il Museo folcloristico.
Altri edifici interessanti sono la Galleria nazionale Listasafn iniziato nel 1916 come un deposito della città, e terminato nel 1980. La galleria accoglie numerose opere di artisti islandesi tra le quali quelle appartenenti a Agrimur Jonsson.

Per ulteriori informazioni

www.exodusviaggi.it

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