H2O Magazine

IL TERRORISTA DELLE FLAT

Pochi pesci diffondono paura e panico sulle flat tropicali come i barracuda ed è difficile immaginare un avversario più cinico e calcolatore.
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H²O magazine…pescare viaggiando.

IL BARRACUDA

Sotto molteplici aspetti il barracuda è l’epitomo del male cieco e antico che esiste in natura sotto tante forme e che ci fa impietrire di paura e terrore. È un male che si sprigiona dai suoi occhi freddi e senz’anima, dal suo comportamento cinico e calcolatore e dall’inquietante capacità di non destare sospetti. Nel barracuda il male assume le sembianze di un’ossatura perfettamente slanciata e camuffata, una presenza ombrosa e spettrale che si manifesta con un ghigno delle fauci, da cui spuntano denti affilati come di rasoio.

 

LA PESCA SU FLAT

È davvero piuttosto paradossale che io – che sono un pescatore a mosca fino al midollo – dovessi finire  su una flat coi nervi tesi, a lanciare la mia mosca verso ombre infauste. Io sono abituato a vedere pesci che prendono la mia mosca muovendosi lentamente, e anche se ciò è  snervante, c’è in tutto questo un’ovvietà in qualche maniera rassicurante. Con la pesca al barracuda sulle flat accade il contrario. Qui le cose succedono così velocemente che l’animo ne viene semplicemente sovraccaricato. In una frazione di secondo la vostra mosca sparisce nel nulla; uno strattone apocalittico si propaga attraverso la lenza e una grande sagoma argentata si spinge di un metro al di fuori dell’acqua. Il tempo improvvisamente si ferma. Voi vedete l’orripilante sagoma di uno spettrale predatore che si libra in aria – branche scintillanti, denti esposti e occhi brillanti. Poi si rituffa in acqua con tutto il suo peso, creando sul momento una grande voragine nella superficie dell’acqua. La lenza allentata immediatamente comincia a volarvi attorno alle orecchie quando il pesce si dilegua a 100 miglia all’ora e sparisce nel tenue tremolio dell’acqua monocromatica della flat. Strada facendo, il pesce infrange ripetutamente la superficie schiumando di rabbia – ma questo voi non lo notate neanche. Nell’improvviso caos della lenza che sparisce, degli spruzzi d’acqua e dei violenti spasmi improduttivi, sentite che rischiate di restare appesi alla vostra canna e temete che le vostre nocche vengano colpite a sangue dalla frenetica roteazione del rocchetto e del manico.

 

Lo stato di shock che pervade il vostro corpo non vi dà tregua fino a quando il tormentato lamento funebre del mulinello non si ferma improvvisamente, la lenza si allenta e la curva della canna  si raddrizza – e ora è già troppo tardi. Il barracuda ha raggiunto la barriera corallina che dà riparo alla grande flat, il finale è stato strappato in mille pezzi e voi restate lì basiti.

 

FLAT IN BELIZE

Perlopiù le mie spedizioni di pesca a mosca al barracuda sono avvenute attorno alle flat del Turneffe Island Resort nel Belize – a dispetto del fatto che queste siano in realtà rinomate in tutto il mondo per la  pesca al bonefish e al permit. Qui troverete i barracuda sulla scia di enormi banchi di bonefish che, in cerca di cibo, perlustrano il retro della barriera corallina o muovono il fango sulle flat. Anche qui ci sono moltissimi barracuda fra i cinque e i dieci chili e ci si imbatte regolarmente in impressionanti mostri tra i 15 e i 20 chili.

 

 

QUANDO C’E’ ALTA MAREA

Specialmente quando c’è alta marea gli affamati barracuda si spostano verso le acque poco profonde per mangiare. Quando c’è l’alta marea hanno un po’ più d’acqua sotto le loro pance e i pesci da preda, che generalmente trovano riparo lungo i bordi posteriori della barriera corallina di protezione, non hanno le stesse opzioni in termini di nascondiglio. I barracuda si possono dunque scovare intenti a pattugliare dietro le barriere coralline, pazientemente in attesa di trovarsi in stretta prossimità di qualche ignara preda. Qui attaccheranno cinicamente qualsiasi cosa che appaia commestibile. I barracuda veramente grossi sviluppano una speciale predilezione per i grossi pesci argentei da preda e, non da ultimo, per i bonefish. Non è del tutto chiaro se sia perché hanno un gusto particolarmente gradevole o perché rappresentano una sfida sostenibile, tuttavia i barracuda possono trascorrere ore ad avvicinare pazientemente i bonefish nella speranza di accalappiarne uno. Di conseguenza, ha assolutamente senso cercare i barracuda sulle flat che tipicamente vantano grandi numeri di bonefish – e recarvisi quando c’è l’alta marea. Qui avrete ottime chance di prenderne uno grosso.

 

LA PESCA A MOSCA DEI BARRACUDA

La Pesca a mosca dei barracuda si può affrontare con due diverse tattiche: potete pescarli alla cieca oppure braccarli. La prima alternativa di solito significa pescare in acque relativamente profonde, dove è impossibile o quantomeno estremamente difficile individuare i pesci. Detto questo, andrebbe aggiunto che vedere un barracuda è piuttosto difficoltoso anche per chi ha occhi allenati a farlo – infatti ha un’inquietante capacità di mimetizzarsi anche in acque che arrivano solo fino al ginocchio. Specialmente nelle giornate ventose, questo succede anche sulle flat. In entrambi i casi, però, il fattore chiave è coprire ampi specchi d’acqua il più efficacemente e velocemente possibile. I barracuda sono costantemente in movimento, ma è più efficace cercarli che aspettare che d’un tratto si facciano vivi a portata di lancio.

 

QUELL’OMBRA DISCRETA

Contrariamente alla pesca alla cieca, braccare i barracuda comporta un sacco di tempo parzialmente inattivo, tuttavia può essere lo stesso il modo più entusiasmante di pescare i barracuda. Per catturare i barracuda sono fondamentali un buon paio di occhiali Polaroid, occhi perspicaci e buone doti di discrezione. Andare a guado lungo le barriere coralline ve li farà certo avvistare, ma avrete più chance di individuare i pesci dalla poppa di uno skiff sulle flat.

 

Spessissimo i barracuda si manifestano sotto forma di ombre discrete, allungate e sfocate, quindi appena ne individuate uno, dovete subito lanciare 3-4 metri di fronte alla sua traiettoria presunta. Dopo si tratterà di dare uno strappo tirando indietro il più velocemente possibile la mosca, perché, se c’è una cosa di fronte alla quale i barracuda reagiscono violentemente, è trovarsi davanti predatori paurosi, peggio ancora se presi dal panico. Considerate l’uso di entrambe le mani mentre recuperate la mosca mettendovi la canna sotto l’ascella, e accelerate il più possibile la mosca. In tal modo minimizzerete il tempo di reazione dei barracuda e magari innescherete l’attacco. Se il pesce sta mangiando, reagirà con prontezza e intuitivamente seguirà la mosca con sguardo fisso e pinne baluginanti. Non sottovalutatelo, però. Il barracuda è un predatore aggressivo e impavido, ma è tutt’altro che incauto. E poiché ha una vista molto acuta, spesso seguirà semplicemente la mosca con curiosità e poi la ignorerà. Il barracuda è un pesce piuttosto scettico, dunque tenere un basso profilo e usare imitazioni credibili o mosche superficiali come popper o gurgler che inducano il pesce allo strike è spesso la chiave del successo.

 

Se il barracuda non sferra il suo attacco entro i primi 2-3 lanci, cambiate velocemente la mosca e provatene un’altra. Nulla suscita la diffidenza del barracuda quanto vedere la stessa mosca a breve distanza per più volte consecutive. Per questo è una buona idea avere parecchie mosche di riserva e cambiarle velocemente.

 

QUANDO ABBOCCA IL BARRACUDA

Quando il barracuda abbocca, dovete essere pronti. Preparate immediatamente la mosca per uno strike robusto e sperate che vada tutto per il meglio. Persino i barracuda più piccoli, tra i 3 e i 5 chili, sono molto aggressivi. I pesci tra i cinque e i dieci chili sfileranno la maggior parte del vostro backing in pochi secondi, mentre i grossi pesci tra i 15 e i 20 chili partiranno all’attacco, con pericolo di mulinelli sbobinati, freni surriscaldati, ami spianati e finali strappati. Il barracuda investe davvero tutto ciò che ha in termini di brutale ferocia e velocità durante la lotta, e già questo lo rende un obiettivo desiderabile per noi pescatori. Può benissimo avere una brutta reputazione, ma è a tutti gli effetti da annoverare tra i più emozionanti e snervanti pesci da pesca sportiva dei tropici. E merita dunque maggiore attenzione di quanta gliene abbiamo riservata finora.

DI RASMUS OVESEN

FOTO DI RASMUS OVESEN E MARTIN EJLER OLSEN

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