H2O Magazine

I TARPONI DELLA GIUNGLA DEL NICARAGUA

Pesca a mosca nei luoghi nascosti del Nicaragua
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H²O magazine…pescare viaggiando.

TAPÂM

Cominciò tutto col film ”Tapâm, un viaggio di pesca a mosca” (2011), dove Daniel Göz e Jan Bach Kristensen allamano, combattono e tirano su un grosso tarpone dopo l’altro – da belly boat in un luogo imprecisato sito da qualche parte nella giungla dell’America Centrale.

Il film fece un sacco di scalpore tra i pescatori a mosca e ricevette molti riconoscimenti ben meritati.  Ciò che davvero mi entusiasmò – la pesca a mosca al tarpone è in cima alla mia lista – era il numero di grossi pesci presenti in questo film.

Non c’era bisogno di sapere molto di pesca al tarpone o di produzione di film di pesca per rendersi conto di quanto la loro pesca sia stata folle per realizzare un filmato del genere. Caspita, quanto vorrei pescare là!

Il film venne girato sulla costa atlantica del Nicaragua, dove si trovano i tarponi, ma il litorale è lungo circa 300 chilometri, con innumerevoli fiumi. Un ago d’argento in un enorme pagliaio verde.

GENNAIO 2015

”Ci sono ancora luoghi da scoprire…”, dice Jan Bach Kristensen nel film. Questo era in sostanza il messaggio generale di Tapâm.

Nel nostro primo giorno di pesca in Nicaragua, dopo meno di 20 minuti un tarpone risucchiò l’esca del mio amico. Saltò fuori dall’acqua all’istante e, per quanto potessi vedere, la mosca  perse la sua presa nella bocca ossuta, ma per stare sul sicuro Niklaus la tolse il più velocemente possibile cercando di entrare in contatto col pesce, sperando che non si fosse ancora divincolato.

Invece era così, ma nel giro di alcuni secondi abboccò un tarpone più piccolo dopo due o tre trippate. L’amo da 4/0 non fece molta presa neanche su quello. Meglio così, visto che dopo pochi altri lanci allamammo un tarpone molto più grosso.

Stavolta ci fu il tempo di sistemare l’amo prima che alcune centinaia di libbre d’argento captassero la tenue luce mattutina come se fossero schizzate fuori dal fiume col lussureggiante verde della giungla come sfondo. Ebbene sì, l’avevamo trovato…

Quando il sole tramonta sulla giungla, il nostro primo giorno di pesca sta per terminare. Noi cinque – in due barche – ci siamo persi dieci grossi “tarponi della giungla”. Con alcuni abbiamo combattuto fino a portarli a lato della barca col terminale nelle guide, ma nessuno di loro è arrivato al punto di poter essere “guardato in faccia”. Domani…

UN PESCE CATTIVO  – UNA DI TANTE (TROPPE) STORIE

Sono trascorse solo alcune ore dall’inizio del nostro secondo giorno quando Jacob allama un grosso pesce. Ha pescato a mosca il GT, il king salmon  e molte altre specie robuste, ma mai i grossi tarponi.

La nostra guida lo stima attorno alle 150 lb, un bel pesce da queste parti, ma non inusuale. Quando Jacob vede sei piedi di pesce fuori dall’acqua nel primo di tanti balzi spettacolari, rimane esterrefatto.

Più tardi, a pranzo, sorseggiando un rum e una coca, fa un largo sorriso e dice: “Beh, era proprio come…sai…semplicemente continuava a uscire del pesce dall’acqua!” Probabilmente ci volle più di un drink per sistemare i nervi, visto che questo pesce si rivelò cattivo.

Ci volle quasi un’ora di dura battaglia prima che Jacob avesse il tarpone a lato della barca e dopo quella lotta noi temevamo seriamente che ogni grosso tarpone che avremmo incontrato sarebbe stato così forte. Fortunatamente non fu così – quello era evidentemente un pesce particolarmente “cattivo”.

Dopo due viaggi solo quest’anno e un totale di dodici lunghe giornate di pesca nella giungla, ci sono ben più storie da raccontare dello spazio a disposizione in queste pagine. Il mio secondo viaggio comincia esattamente come il primo, nel bel mezzo di una folle abbuffata.

Dopo solo un’ora di pesca – poco prima delle sette di mattina – cerco di mandare un testo al proprietario del lodge, Jeroen, quando trovo una comunicazione sul mio cellulare: ”Pescato per un’ora, sei fatti saltare, uno (di circa 100 lb) tirato su, un tipo gioca col pesce proprio ora, minchia”.

Non è un bel linguaggio, lo so e mi dispiace, ma l’adrenalina pompava forte al momento! Io ho tirato su il pesce da 100 libbre e il mio compagno di barca Peter Christensen ha filmato tutto. Poi ci siamo diretti verso l’altra barca per riprendere la battaglia tra Jan e un pesce molto più grosso.

UN SACCO DI CIBO E PESCI DIFFICILI

Si potrebbe facilmente ricavare l’impressione che abbiamo avuto a che fare con grossi pesci dall’alba al tramonto per sei giorni di seguito. Non è così che stavano le cose. In realtà la nostra pesca fu piuttosto ardua nel nostro primo viaggio.

Durante l’inverno aveva piovuto molto di più del solito e la temperatura dell’acqua era più bassa del normale per questo periodo dell’anno. L’intera stagione sembrava ritardata. Tuttavia, non per questo noi cinque eravamo meno ansiosi di tornarci, anzi – e io fui molto contento di poterci tornare sette settimane dopo.

Anche se in realtà prendemmo un buon numero di pesci nel nostro primo viaggio, li trovammo solo in un numero relativamente esiguo di spot. All’inizio di febbraio ho saputo da un gruppo di tedeschi che la pesca si era messa al meglio, visto che i tarponi si mostravano ora in diversi spot nell’ampia area in cui peschiamo noi.

L’avrei sperimentato in prima persona quando ci tornai all’inizio di marzo. So che molti dei pescatori là hanno ben più esperienza coi tarponi di me. Eppure sono andato a pesca di tarponi otto o nove volte nel Belize, parecchie volte a Cuba e in Florida e una volta in Costa Rica.

TARPON

Senz’ombra di dubbio non ho mai visto così tanti grossi tarponi in sei giorni di pesca. D’altro canto, a volte è stato estremamente difficile far mangiare loro una mosca – cosa che, lo ammetto, ho sperimentato anche altrove. Detto questo, erano sicuramente più difficili da ingannare della media dei tarponi che si trovano nel Belize o a Cuba.

A volte abbiamo trovato un sacco di pesci in movimento nell’acqua cristallina delle lagune. Abbiamo usato intere scatole di mosche e pescato in superficie, in profondità, velocemente e lentamente. Ai pesci semplicemente non importava, il che è comprensibile, visto che si può dire quasi dal modo in cui si muovono che vengono direttamente dal fondo e fanno ondeggiare la coda prima di tornare in profondità.

Ciò che invece non riuscivo a capire era quando li trovavamo a fare grandi vortici in superficie, sicuramente mangiando qualcosa, mentre noi non riuscivamo a farli abboccare. L’ultimo giorno finalmente ho visto un grosso pesce mangiare un gambero in tali condizioni. Forse fu pura fortuna, o forse non erano a caccia di pesci, bensì mangiavano gamberi, visto che non usciva nulla dall’acqua.

Altre volte erano completamente eccitati. Una sera il Carpentiere e Jan tornarono al lodge con grandi sorrisi stampati in faccia. Avevano trascorso il pomeriggio su un grande fiume dall’acqua cristallina, dove avevano trovato una moltitudine di tarponi di tutte le taglie. Recuperando velocemente la coda con due mani, poterono allamare vari tarponi vicini alle barche.

Non che fossero troppo facili da ingannare in quest’occasione, però neppure impossibili. In un’ora e mezza, giusto il tempo di sentir tremare le gambe e scricchiolare le ginocchia ed ebbero un follower dopo l’altro, fecero saltare cinque tarponi e ne trassero a riva due fino a 120 lb circa…uno dei pesci prese la mosca proprio quando Jan aveva uno o due piedi di terminale nella della canna!

C’è ancora molto da imparare su questo posto. Finora la conclusione è  che questi pesci hanno una dispensa eccezionalmente ben fornita. Non riesco a trovare una spiegazione migliore al fatto che diventano tanto più grossi – ma talvolta anche più difficili da ingannare –che in qualsiasi altro posto che io conosca.

Fortunatamente – quando la marea porta freschi branchi di esche su per il fiume e un tarpone comincia a mangiare come un forsennato – possono essere anche più facili da tentare che in qualunque altro posto. Nel complesso questo mix mi fa desiderare di ritornarci…

Testo di Thomas Søbirk

Foto di Thomas Søbirk, Thomas Kristensen e tapamthelodge.com

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