H2O Magazine

I MULINELLI IN LEGNO “NOTTINGHAM”

Dalla metta’ dell’Ottocento
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H²O magazine…pescare viaggiando.

I PRIMI MODELLI

I primi modelli di questa tipologia di mulinelli in legno comparvero verso la metà dell’Ottocento a Radford e a Snieton, due sobborghi di Nottingham in Inghilterra. Sembra che il primo costruttore di questi splendidi oggetti in legno di mogano fu Joseph Turner, il quale si fece una buona reputazione prima che S. Lowkes, anche lui di Nottingham, sostenesse di averne realizzato una versione migliore. Successivamente questa copia si rivelò invece affetta da numerosi difetti, in particolare per il fatto che il filo si ingarbugliava facilmente al piede del mulinello.

Ciò nonostante il modello di Lowkes riscosse un buon successo commerciale e divenne la versione del Nottingham più diffusa anche al di fuori della contea. Un altro produttore di mulinelli Nottingham abbastanza famoso fu Steers, al quale va attribuita l’invenzione di un modello con due frizioni interne, prodotto che non ebbe un gran successo commerciale. L’artigiano William Brailsford vendeva quasi tutti i suoi mulinelli alla Nottingham Worm Farm, il quale li rivendeva al dettaglio ai pescatori della zona.

GEORGE HOLLAND

Uno dei più famosi, George Holland, detto “Nottingham George”, quando passò a pescare dal fiume locale Trent al Tamigi, fece conoscere il suo modello Brailsford anche al di fuori della regione di Nottingham, e fu un immediato successo. Altri artigiani locali che successivamente produssero, e in alcuni casi migliorarono il Nottingham, furono Il famoso David Slater, H. Dale e Eaton Sun.

Verso il 1875 George Bates, della Nottingham Wellington Angling Society, sviluppò il “Silent Check Nottingham”, una forma di recupero silenzioso a bobina rotante che non era ancora apparso sul mercato. Successivamente, circa a partire dal 1895, questo modello venne prodotto in varie dimensioni da E. West, un rivenditore di attrezzature da pesca di Nottingham.

IL NOTTINGHAM STYLE

Questa grande produzione di mulinelli fece progredire tecnicamente il prodotto e ne aumentò enormemente la distribuzione facendo sì che oggi il nome Nottingham sia di riferimento per qualsiasi mulinello in legno. Ormai è usanza comune tra i collezionisti di antiche attrezzature da pesca, ma anche tra le case d’aste specializzate, descrivere i mulinelli in legno con la dicitura “ Nottingham style” .

Dal punto di vista collezionistico i modelli più interessanti sono quelli dotati di frizione circolare in ottone costruita a mano, un particolare che si riconosce dalla mancanza di regolarità nello spessore della frizione, dovuta alla lavorazione dell’ottone a caldo in modo assolutamente artigianale. Piccole imperfezioni nella frizione e differenza di spessore nel cerchio della frizione ne aumentano il pregio e la quotazione perche sono indice di artigianalità.

Altro particolare da tenere in considerazione è lo “starback” ovverosia il retro del recupero. È qui che si riconosce la vera storia del mulinello, il periodo di costruzione, l’area di provenienza e dove anche alcuni artigiani incidevano il proprio nome, un numero o solamente la zona di provenienza. Ed è sempre qui nello starback che nei modelli più evoluti era posizionato lo sblocco della frizione a molla. Nei modelli più antichi questo sgancio avveniva svitando un bullone nella parte frontale del mulinello ma poi si passò ad un piccolo sistema a molla situato all’interno di una medaglia nel centro della bobina.

IL POMELLO O I POMELLI

Un altro punto che potrà rivelare molto del vostro Nottingham reel è il pomello o i pomelli.Esistono vari tipi di pomelli montati sui Nottingham: dai famosi modelli in legno con la forma a lampadina, a quelli in ebanite, a quelli realizzati in corno di vari animali. Se vi capita dunque un Nottingham con i pomelli in avorio fissati su piccole piastrine in ottone fate attenzione, potrebbe essere un pezzo molto importante.

Molti artigiani costruivano questi mulinelli Nottingham per varie aziende ed è quindi comune trovare pezzi identici con marchi diversi, questo ovviamente crea un po’ di confusione sul mercato e nel collezionismo, ma studiare qualche vecchio catalogo di aziende e di aste inglesi, oltre che prendere qualche sana fregatura, aiuterà sicuramente ad aumentare la vostra conoscenza di questi splendidi oggetti del passato.

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