H2O Magazine

A Pesca nel Gail di Kotschach-Mauten

Mancano ancora cinque giorni alla partenza e già fervono i preparativi. Quando ero un po’ più giovane capivo la “smania” che mi prendeva quando dovevo andare in un posto nuovo, ma che mi succeda così ancora oggi…..belle emozioni.
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H²O magazine…pescare viaggiando.

Pescare nel Gail di Kötschach-Mauten

Sto viaggiando verso Kötschach-Mauten. Dall’albergo mi hanno consigliato di portare anche la famiglia, dato che chi non pesca si può rilassare. E’ la prima volta che unisco l’utile al dilettevole, staremo a vedere. Sveglia prestissimo, ci vogliono circa cinque ore, la macchina è strapiena. Per quanto mi riguarda c’e’ il mio borsone pieno di gilet completi di mosche e iperaccessoriati, oltre ai waders e all’astuccio rigido con le canne il resto sono valigie e borse di tutte le misure che le donne devono per forza portare. Viaggiando di notte non incontriamo traffico e, direzione Udine, ci dirigiamo verso l’Austria con meta Kotschach-Mauthen che si trova ad appena 14 km. dopo il confine ed a 700 mt. di altezza.

Solo l’ultimo pezzo di strada è tortuoso, ma l’arrivo in città ci riempie subito di entusiasmo. Il satellitare ci dice che mancano poche centinaia di metri all’hotel POST e mi ritrovo a passare sopra un ponte: è il Gail quello che scorre sotto. Ho il cuore che batte fortissimo, il fiume è bellissimo. Arriviamo in albergo e qui ci accolgono calorosamente. Oltre al drink di benvenuto, i nuovi proprietari italiani ci fanno gli onori di casa (hanno aperto in Aprile 2007), sono Stefano, Deborah ed Emanuela. A mio figlio ( 8 anni) danno un piccolo pensiero, a mia moglie un mazzo di fiori freschissimi che la mandano in “brodo di giuggiole”. Il buongiorno si vede dal mattino: si preannuncia una vacanza fantastica !!! Ma andiamo con ordine.

I servizi dell’Hotel per i pescatori

L’hotel è decisamente bello, confortevole ed ha quel calore di casa che oggi non è facile trovare. Era un vecchio edificio postale e dato che una volta la posta viaggiava a cavallo, qua si trovavano i cambi e la possibilità per il “postino” di rifocillarsi e dormire in un buon letto. La struttura ha conservato  il fascino delle rifiniture d’epoca.  La camera è già disponibile per cui ci mettiamo subito a disfare le valigie e ci accorgiamo che oltre alla chiave della camera disponiamo di un’altra chiave che apre qualunque struttura dell’albergo.

Dalla casetta per la costruzione di mosche, che è dotata di tutto, dalla lampada a luce intensa, ai morsetti, al materiale da costruzione (visto il negozio interno rifornitissimo), alla casetta posta sul lago Grunsee, dove troverete la barca  e le attrezzature per una buona grigliata, insomma un passepartout che apre tutte le porte dell’albergo. In giardino c’è un’area attrezzata per potersi allenare a distendere la coda e a perfezionare i  lanci e una zona con tavolini e sedie per bere un buon drink, il tutto servito dal bar interno. Nell’area interna al parcheggio si trova una stanza per fare asciugare le attrezzature, mentre per gli stivali c’è un asciugatore ad aria forzata.

Questo posto è un paradiso anche per la famiglia. Se avete dei bambini troverete per loro un’apposita stanza con giocattoli di tutti i tipi, a fianco un bellissimo salottino stracolmo di giochi di società. Descrivere  il resto richiederebbe tantissimo tempo e la voglia di pescare ormai è arrivata al culmine.

Pescare nel fiume Gail

Prendo dalle valigie quello che mi occorre e via, ma prima Stefano mi fornisce il permesso di pesca, sia per me sia per la macchina da tenere bene in vista sul cruscotto, oltre ad una cartina dettagliata di tutte le acque dove noi potremo andare a pescare. Sul retro della cartina troviamo anche le immagini di alcune delle mosche, sia secche che sommerse, che qui vengono predilette dai salmonidi.

Mi dirigo nel tratto a valle del Gail, che è stato diviso in quattro zone e mi ritrovo quasi in città ma già immerso nella natura. Il fiume è meraviglioso e le sue acque cristalline mi fanno intravedere già una quantità notevole di trote. Questo tratto è largo circa una ventina di metri, con livelli dai 30 cm al metro. La corrente è sostenuta e si creano molti rigiri dietro a massi semisommersi dove un’ occhio attento intravede già trote, sia fario che iridee e temoli. La taglia media è sui 30 cm ma non mancano esemplari di taglie superiori.

Nella parte alta, ed esattamente alla zona 4, dove vi è il posto per fermare la macchina, quando attraversiamo il ponte e guardiamo in basso, si fanno notare diversi esemplari di stazza ragguardevole. Nel mio soggiorno, e nelle innumerevoli catture, due esemplari sono stati degni di nota: il primo una trota fario stupenda che risaliva su di un ghiaieto in appena un paio di centimetri d’acqua per poi infilarsi in una lanca con un paio di metri di profondità, mentre il secondo mentre stavo per avvicinarmi ad un temolo per poi slamarlo, mi sono visto arrivare una sagoma scura che stava per agguantare il malcapitato.

Acque vorticose, salti, sbalzi, cascate, qui potete trovare tutto questo, persino pescare in cordata! L’albergo vi fornirà una guida alpina e potrete pescare appesi alla roccia. Per quanto riguarda le attrezzature va molto bene una canna da 8,6” caricata con una coda del # 5 per poi scendere sino ad una 7,5” con coda del # 3 sui torrenti in quota, visto che sono molto più stretti ed a volte infrascati.

Il ritorno all’hotel

La fine della prima giornata sta arrivando ma ancora non sono sazio di tutta questa magnifica natura che mi circonda. Spesso mi sono fermato ad osservare scoiattoli che venivano, saltando da un sasso all’altro, nel fiume e bagnavano qualcosa come per ammorbidirlo, oppure alcuni caprioli che si rincorrevano per poi scomparire al di là del bosco.

Insomma la mia giornata è stata piena ed ora la stanchezza si comincia a far sentire, ma tutto scompare quando di ritorno in albergo la mia famiglia  mi riempie dei racconti della giornata. Insieme a loro ci ritempriamo nel Vital-Tempel e, tra massaggi, tisane, bagno turco, sauna e tantissimo ancora, arriviamo a tavola, la cucina è a dir poco deliziosa. I ragazzi dell’Hotel  ci chiedono com’è stata la giornata, come ci siamo trovati, se manca qualcosa, come se potessero darci qualcosa in più di quello che abbiamo già ricevuto. Sono gentilissimi come tutti gli abitanti del posto. Si respira una natura che è in simbiosi con la gente ed è proprio questa semplicità che ci fa sentire veramente bene.

Roberto Steiner

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