H2O Magazine

British Columbia. Dai pionieri alle moderne skagit

La scoperta delle steelhead in British Columbia e l'evoluzione della pesca a mosca in questi territori da fine '800 ai giorni nostri
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H²O magazine…pescare viaggiando.

Il British Columbia

Da sempre la regione del British Columbia in Canada,  e in special modo il bacino del fiume Skeena con i suoi affluenti, sono meta di pescatori alla ricerca di un incontro con le grosse steelhead che popolano la zona. Lodge, guide e strutture per ospitare pescatori che arrivano da tutto il mondo sono in costante crescita e, nonostante mi sia recato spesso in questi luoghi, per la vastità del territorio ed il grande numero di torrenti, laghi e fiumi, sembra di visitare ogni volta un posto nuovo. Insieme all’entusiasmo di scoprire nuove pool si è unita anche la curiosità di sapere chi furono i primi pescatori-esploratori che si avventurarono verso nord alla ricerca di questo affascinante pesce.

I primi alla ricerca delle steelhead

Uno di questi fu sicuramente il reverendo Daniel M. Gordon, che trovandosi in una spedizione per conto del CPR (Canadian Pacific Railway) a nord di Vancouver, fu uno dei primi a menzionare la pesca a mosca negli affluenti dello Skeena. Il suo libro del 1880, Mountain and Prairie: A Journey from Victoria to Winnipeg Via the Peace River Pass è una descrizione dei suoi viaggi.  Anche J. Turner-Turner, alla fine dell’Ottocento, risalì lo Skeena attraversando il Babine Lake e addentrandosi nel bacino idrografico del Fraser e narrò le sue avventure in Three Year’s Hunting and Trapping in America and the Great North-West.

La compagnia di Turner-Turner impiegò buona parte del mese di settembre per farsi strada dalla colonia di Metlakatla sull’oceano fino alle Forks di Old Hazelton, risalendo lo Skeena.  Turner-Turner intendeva svernare a Kispiox, ma i nativi, temendo che fosse un agrimensore che voleva impossessarsi della loro terra, non glielo permisero. Ritornò alle Forks e costruì una capanna sul promontorio delimitato dai fiumi Skeena e Bulkley, che diventò la sua dimora finché non proseguì il viaggio nel giugno seguente.

Nel mese di settembre, risalendo lo Skeena, notò l’abbondanza di salmoni e si cimentò nella pesca al cucchiaio e a mosca, ma non riuscì a catturare nulla. Non prese nessun salmone, ma descrisse un pesce da lui menzionato come grossa trota. Fu tra i primi a parlare di Steelhead. Le catture record di Steelhead sul Kispiox, nei primi anni Cinquanta, attirarono l’attenzione verso quest’area e i pescatori a mosca che stavano sotto il 49° parallelo affluirono in massa verso i fiumi Kispiox, Morice e Bulkley.

Le prime tecniche di pesca a mosca alla steelhead

Le prime tecniche di pesca a mosca alla steelhead si basavano perlopiù su tecniche britanniche di pesca al salmone atlantico portate nella Columbia Britannica da uomini come il generale Noel Money, Roderick Haig-Brown e Tommy Brayshaw. L’afflusso di americani nell’area dello Skeena negli anni Cinquanta e Sessanta  ebbe una profonda influenza sulla pesca a mosca in quelle zone.

La pesca era dominata da canne corte e mosche di origine americana. I membri del Totem Flyfishers di Vancouver e Haig-Brown Flyfishers di Victoria reintrodussero le canne a doppia impugnatura e lo  Speycasting.  I primi fiumi in cui si assistette a queste tecniche furono, negli anni Ottanta, il  Dean e il Thompson e in seguito le canne da mosca a due mani divennero popolari in tutta la comunità dei pescatori a mosca fino allo Stato di Washington.

Oggigiorno è tutto più facile, canne e code skagit fanno “entrare in pesca” in pochissimo tempo, così come le mosche intruder e lech. I numeri delle catture sono molto cresciuti  rispetto a una quindicina di anni fa grazie ad una politica del nokill e a queste nuove tecniche di pesca. Pensiamo però a quando si entrava in acqua con una 18 piedi in greenheart e con una coda in seta, quando gli stivali erano in tela cerata e le mosche avevano l’occhiello in gut, a quando non esistevano guide di pesca super informate, ma si andava in esplorazione facendo ore di cammino tra gli orsi senza mappe adeguate…..decisamente meglio oggi.

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