H2O Magazine

BALCANI A BASSO COSTO: CROAZIA – UN PARADISO PER IL PESCATORE A MOSCA

La Croazia è molto più di spiagge sabbiose e Slivovitz. La bellissima gemma dei Balcani è la patria di una tale varietà di fiumi da far cadere in ginocchio qualsiasi pescatore a mosca. E, visto che viaggiare e pernottare in Croazia costa estremamente poco, con un budget ragionevole si può fare un sacco di buona pesca.
Continua

H²O magazine…pescare viaggiando.

GACKA

Il fiume gacka serpeggia placido attraverso il lussureggiante paesaggio estivo della valle di Otocac, e addirittura al primo sguardo avvistiamo nell’acqua straordinariamente cristallina un paio di trote arcobaleno ben nutrite.

 Stasera, mentre Klaus e io allestiamo in fretta, con mani ansiose, le nostre canne leggere da mosca, un senso di post-romanticismo rurale si mescola spontaneamente col sottofondo agrodolce della Natura, e i meandri perfettamente tratteggiati del Gacka sono carichi dell’essenza balcanica.

Il famoso chalk stream  sgorga da sottoterra solo alcuni chilometri più a monte, ma già qui – sotto al vecchio Gacka Hotel, che venne distrutto durante la guerra – il flusso d’acqua è notevole.  

Il fiume si è insinuato profondamente nel terreno modellandolo, e anche se la sua massa d’acqua cristallina può produrre un’immagine ingannevole, è abbastanza facile affermare che, qui e là, la profondità dell’acqua supera i quattro metri.

È profondo, scorre lento ed è estremamente ricco di fauna subacquea – e i pesci qui crescono almeno cinque volte più in fretta che in altri fiumi. Non c’è da stupirsi se siamo emozionati quando istintivamente facciamo i primi lanci. Ci aspettano due giorni di pesca ed entrambi sentiamo di avere davanti a noi l’opportunità di esperienze meravigliose.

LA PESCA

Pescare con le ninfe pesanti, gli indicatori d’immersione e i pesi extra sui lunghi finali è emozionante e stimolante, ma a mezzogiorno, quando compaiono i primi branchi sparsi di pesciolini, il nostro atteggiamento cambia leggermente e noi ora lanciamo con esitazione piccole mosche secche mimetiche.

Ci dicono che sia piuttosto usuale per le covate il fatto di essere ben confinate nell’intervallo di tempo tra le 12 e le 14, dunque per le due ore seguenti ci concentriamo intensamente sull’accresciuta attività in superficie.

Risalgono soprattutto le trote arcobaleno, ma loro non sono per niente facili da ingannare. Le covate sono ricche e complesse e i pesci si mostrano piuttosto umorali nelle loro preferenze, fatto alquanto frustrante.

Prima abboccano a sottili spent spinner e dopo un attimo si attaccano a emerger di superficie, e noi per avere successo dobbiamo essere costantemente acuti osservatori in vena di sperimentazioni. La nostra pazienza e tenacia portano frutti, però.

Nel paio d’ore in cui avviene la schiusa, riusciamo ad adescare una piccola manciata di combattive trote arcobaleno dai colori magnifici – e i nostri cuori di pescatori si gonfiano di conseguenza e battono più forte che mai.

LE SORGENTI

Il secondo giorno peschiamo giusto sotto la sorgente del Gacka e il grazioso vecchio mulino ad acqua che vi sorge. L’acqua gorgoglia e fluisce in tutta l’area, e miriadi di ruscelletti si uniscono e confluiscono nel fiume in un ostinato e beato vagabondaggio verso valle.

Klaus comincia a pescare nella pool giusto sotto il mulino ad acqua dove la corrente d’acqua è ancora piuttosto ridotta. Al primo lancio abbocca un bel pesce e, in un batter d’occhio, trae a riva una manciata di trote arcobaleno che combattono freneticamente colpendo senza esitazione  la sua mosca.

Sembra che oggi i pesci siano un po’ più eccitati e il nostro umore è alto mentre ci spostiamo lentamente verso valle in cerca di nuovi squamosi compagni di gioco.

LA TROTA

In un attimo il fiume assume la sua giusta espressione e, anche se abbiamo solo percorso alcune centinaia di metri verso valle dalla fonte, è largo e profondo. Ognuno di noi trova tempo e ritmo adatti ed entrambi facciamo una bella esperienza di pesca alla trota fario e arcobaleno, che comprende in misura sempre maggiore piccole ninfe piombate e lunghi finali sottili.

Indubbiamente Klaus cattura il pesce più ragguardevole della giornata – una trota fario terribilmente bella poco al di sotto dei 50cm. Lei si palesa con i suoi impetuosi fianchi dorati nella corrente principale, circa 200 metri sotto il mulino ad acqua.

E con grande cura e precisione Klaus assesta un lungo lancio che fa cadere la minuscola ninfa in un punto dove passa giusto di fianco al pesce. L’ingenua trota bruna prende la mosca, Klaus solleva la canna da mosca e in quel medesimo istante ha inizio una furiosa battaglia.

La trota fario tenta disperatamente di trovare riparo nel lussureggiante letto d’alghe, ma ogni volta Klaus recupera il pesce e lo porta fuori.

Alla fine mette in rete, ormai tramortita, una splendida creatura dal manto dorato punteggiato di rosso, e io scatto una serie di foto col vecchio mulino ad acqua che fa significativamente da sfondo. Il rilascio della trota segna in maniera netta il momento della nostra partenza dal fiume.

DOBRA E VITUNJCICA

Sia il dobra sia il vitunjcica subiscono le conseguenze dello scioglimento delle nevi più su nelle montagne, che si somma ai violenti nubifragi – tuttavia ciò non ci impedisce di praticare un po’ di pesca. 

 Le nostre tecniche sono fermamente regolate e affinate e, anche se non prendiamo nessun grosso pesce, ne vediamo qua e là – e abbiamo anche dei contatti. Quando infine la giornata giunge al suo termine, siamo ricchi di emozioni e immagini e i nostri cuori di pescatori battono forte, col proposito e la volontà di usar di nuovo le nostre mosche.

Abbiamo preso più trote arcobaleno di quante ciascuno di noi possa contare e, sapendo che l’indomani ci porterà sul fiume Kupa, di una straordinaria bellezza, ci andiamo a coricare impazienti.  

KUPA

Arriva il quarto giorno e noi immediatamente ci dirigiamo a nord-ovest verso il fiume Kupa – un tragitto che richiede un viaggio piuttosto arduo in auto, su un terreno montagnoso bellissimo, ma accidentato.

Il fiume marca il confine con la vicina Slovenia ed è l’ultima tappa del nostro fantastico viaggio attraverso la Croazia. È il sogno bagnato di ogni pescatore, e sono sfide ad alto tasso adrenalinico quelle offerte dai numerosi temoli, possenti e splendidamente chiazzati, che costellano le incantevoli masse d’acqua del fiume.

Come il Gacka, il fiume Kupa semplicemente zampilla dal terreno gessoso della Croazia, dopo essersi formato in seguito alla confluenza di riserve d’acqua sottoterra. Ha origine nell’aspro ma bellissimo Parco Nazionale Rijsnak ed è fresco, cristallino e più o meno della stessa temperatura tutto l’anno.

Noi siamo qui con Zlatimir Kostelic, il capitano della squadra croata di pesca a mosca, un tipo che – pur avendo visto più fiumi da trote e temoli della media delle persone – trascorre la maggior parte della stagione di pesca sul fiume Kupa. … e non abita neppure vicino.

IL FIUME DELLE EMOZIONI

Una bella passeggiata verso valle, attraversando aspri boschi decidui, ci porta su un tratto del fiume che ci prende il cuore, sopraffatti come siamo dalle emozioni. Ci facciamo strada con calma verso valle, allamiamo parecchi temoli e infine – nel caldo più intenso del mezzogiorno – avvistiamo alcuni pesci in risalita che attraversano ostinatamente le masse d’acqua per assicurarsi alcuni insetti con cui cibarsi in superficie.

Nelle due ore restanti prendiamo alcuni temoli straordinariamente belli tra i 35 e i 45cm su mosche secche da #18-22 attentamente presentate. È una sfida intensa e noi ci lasciamo andare completamente a un ritmo sottile che si trova solo in questa regione montagnosa – un ritmo che libera le nostre menti da qualsiasi opprimente senso del tempo.

È semplicemente bello da togliere il fiato e noi concordiamo entrambi sul fatto che questa è tra le migliori zone di pesca che si possano immaginare – anche se le schiuse e dunque la pesca a mosca secca durano solo per un paio d’ore.

ALLA SERA

La pesca serale è incredibile. Non tanto perché prendiamo un sacco di pesci, ma soprattutto perché il fiume e le montagne circostanti risplendono di nuovo vigore e nuova vita. Prendiamo un’altra manciata di temoli e troviamo i pesci in risalita verso microscopici moscerini su uno dei rari tratti del fiume in cui le acque profonde scorrono lente.

Basteranno solo le mosche secche più piccole presenti nelle nostre scatole di mosche, come gli impossibili moscerini da #28-32. In compenso, persino i più grossi temoli del fiume sono ora in arrivo e noi dunque non possiamo fare a meno di accettare pienamente e ansiosamente la sfida, insieme a tutte le molte sconfitte e ai pochi ma travolgenti successi che seguiranno.

Scende all’improvviso una completa oscurità e quella pesca sublime viene meno, proprio come una bella melodia che placidamente svanisce. Il fiume è ancora lì, sonnecchiante nel cuore della notte, ma anche se sussurra da lontano le sue tentazioni, noi abbiamo irrevocabilmente lanciato la nostra ultima mosca sulla superficie del fiume.

Abbiamo mantenuto una calma solenne per la maggior parte del giorno – come due devoti credenti in chiesa – ma ora il silenzio è rotto da conversazioni gioiose. E in particolare il discorso ruota attorno a quando potremo tornare in Croazia e sul fiume Kupa, che ci ha rubato il cuore.

DI RASMUS OVESEN

FOTO: RASMUS OVESEN E KLAUS BOBERG PEDERSEN

Abbonati ad H2O Magazine per il 2019

49€

per l’abbonamento annuale

per maggiori informazioni 

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi