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A pesca con Raimonda

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H²O magazine…pescare viaggiando.

RAIMONDA

Io e Raimonda ci eravamo già sentiti più volte al telefono e  via  mail, in passato  aveva scritto anche qualche articolo per questa rivista, ma non ci eravamo ancora conosciuti personalmente. Alcune fotografie da scattare in Valsesia con Dante  e un invito accettato all’ultimo momento da Raimonda Lanza di Trabia hanno creato l’occasione.

Avevo già letto il suo bellissimo libro “Mi toccherà Ballare” , il racconto della vita avventurosa ed eccentrica di suo padre, Il principe Raimondo di Trabia, quindi ero  in parte preparato all’incontro.

Raimonda  pesca a mosca da molti anni,  ha lanciato le sue mosche in quasi tutti i fiumi più famosi del mondo, dal Yokanga sulla penisola di Cola  al Rio Grande in Argentina, dall’ Irlanda al Sustut in British Columbia e ha pescato nelle migliori pools del fiume Cascapedia in compagnia di Stan Bogdam, la lista dei luoghi e delle diverse esperienze di pesca sarebbe infinita, quindi mi fermo qui.

VALSESIA

Accompagnati da Mojo, il  cane di Raimonda, un bellissimo Shiba Inu che la segue ovunque, fedele e discreto e che anche per noi è stato un piacevole compagno di viaggio, raggiungiamo il Parco Naturale Alta Valsesia che si estende tra i 900 e i 4559 metri di quota ed è quindi, ad oggi, l’area protetta più alta d’Europa.

Il suo territorio, racchiuso alla testata delle valli Sermenza, Landwasser, d’Egua e Mastallone, riassume tutti gli ambienti delle Alpi piemontesi: ghiacciai e morene, praterie d’altitudine e zone arbustive popolate da ginepri e rododendri, boschi di larici e abeti.  Qui è possibile incontrare stambecchi, camosci e caprioli, volpi, scoiattoli, martore, marmotte ed ermellini e soprattutto l’aquila reale che fanno del Parco il punto di riferimento alpino di eccellenza per il turismo naturalistico.

Molti sono i segni antichissimi della presenza umana e delle culture che si sono evolute, primo tra tutti il popolo Walser che colonizzò i territori attorno al Monte Rosa. Le possibilità di fruizione al Parco sono molteplici, grazie alla fitta rete di sentieri segnalati e  alla presenza di rifugi.

RISERVA GAVALA

Il primo giorno abbiamo pescato nella riserva “Gavala” sul fiume Sesia, che  l’amico Silvano gestisce egregiamente da alcuni anni, dimostrando a tutti che un fiume amministrato  in modo intelligente crea marginalità e indotto turistico sul territorio. Riserva ottima con bei pesci di qualità in un bell’ambiente, ….un grande lavoro quello di Silvano.

I bei colori autunnali hanno fatto da sfondo ad  una splendida giornata, tra i racconti di pesca di Raimonda e le ottime trote. La sera, una sorpresa inaspettata per queste vallate:  l’Hotel Laida Weg, (www. laidaweghotel.com) di Rima San Giuseppe.

Immerso in un bellissimo anfiteatro montano dominato dal monte Tagliaferro (2.964 m) e dalla cascata di Marànc, Rima è il paese più alto della Valsesia e l’ultimo della Val Sermenza, una valle laterale che prende il nome dal torrente.  Dal punto di vista architettonico l’hotel è legato al genius loci  Walser di Rima e di queste valli, la cui storia rappresenta un’autentica scoperta per chi si spinge fino a queste quote.

La cucina è superba, tanto da lasciare stupefatto anche Dante (chi lo conosce sa di cosa parlo) . La struttura è caratterizzata da un pub dove si possono degustare ben 400 etichette di whisky diverse, oltre ad una Guinness originale irlandese. L’albergo è un punto di appoggio ideale per scoprire l’Alta Valsesia e il suo Parco Naturale, per fare sport e degustare i prodotti alimentari del territorio.

RISERVA ASSOCIAZIONE CARCOFORO RIMASCO

L’occasione del pernottamento ci ha dato la possibilità di pescare il giorno successivo in una riserva di pesca dell’Associazione Carcoforo Rimasco in compagnia del Guardiapesca Stefano, estremamente gentile e disponibile, il quale ha passato la giornata con noi facendoci da guida. Ecco come la  buona gestione di un fiume e un’eccellente accomodation insieme possono trasformare questa zona in una meta di pesca internazionale molto interessante per turisti stranieri che amano il buon cibo italiano e trote di qualità.

Giorgio Cavatorti

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